Stava aspettando l'autobus in piazzale Bande Nere, a Milano, quando tre giovani lo avrebbero accerchiato, insultato e poi aggredito. La vittima è un rabbino di 60 anni della comunità ebraica milanese. Secondo la ricostruzione raccolta dagli investigatori, il suo abbigliamento religioso avrebbe attirato l'attenzione del gruppo. Prima le offese, poi il tentativo di strappargli il copricapo, quindi gli spintoni che lo hanno fatto cadere e i colpi.

L'aggressione è avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 16 settembre, poco dopo le 17.30, in una zona vicina al quartiere ebraico. Secondo quanto riferito dal presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, il rabbino sarebbe stato preso a calci e pugni, mentre il suo cappello sarebbe stato gettato a terra e calpestato. L'uomo non risulta avere riportato conseguenze gravi.

Le foto durante la fuga

Nonostante l'aggressione, il sessantenne è riuscito a rialzarsi e a seguire per alcuni metri i tre giovani mentre si allontanavano. Con il cellulare li ha fotografati e ripresi in alcuni video. Subito dopo ha chiamato la Polizia, fornendo agli agenti immagini e descrizioni che si sono rivelate decisive per rintracciare rapidamente i sospettati.

Le pattuglie li hanno individuati poco distante e accompagnati in Questura. Gli accertamenti sono proseguiti per tutta la serata, con il coinvolgimento della Digos e l'analisi delle telecamere presenti nella zona, per ricostruire con precisione la sequenza dell'aggressione e il ruolo attribuito a ciascuno dei tre.

Un ventenne arrestato

Al termine degli accertamenti, un ragazzo tunisino di 20 anni è stato arrestato con una contestazione legata alla violenza commessa per motivi religiosi. Gli altri due giovani, un diciannovenne e un ventiduenne di origini tunisina e marocchina, sono stati denunciati nell'ambito della stessa vicenda. Per tutti e tre è stato inoltre annunciato un provvedimento di allontanamento da Milano.

Resta ora da chiarire nei dettagli il movente dell'aggressione. Gli elementi raccolti finora hanno portato gli investigatori a valutare la matrice religiosa, anche per le modalità con cui il rabbino sarebbe stato individuato e preso di mira. Saranno però gli ulteriori accertamenti e il successivo vaglio dell'autorità giudiziaria a definire definitivamente responsabilità e contestazioni.

La Comunità ebraica: «Riconosciuto da come era vestito»

Durissima la reazione di Walker Meghnagi, che ha parlato di un episodio di violenza senza precedenti recenti per la comunità milanese. Secondo il presidente, l'uomo sarebbe stato riconosciuto come ebreo proprio attraverso il suo abbigliamento religioso. Meghnagi ha collegato l'episodio al più ampio allarme per la crescita di manifestazioni di antisemitismo e ha richiamato il dibattito politico sulle norme specifiche per contrastare l'odio antiebraico.

Anche Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano, ha definito quanto accaduto «agghiacciante», chiedendo che venga accertato non soltanto il comportamento materiale dei responsabili, ma anche il clima nel quale maturano episodi di questo tipo.

Meloni: «Odio antisemita intollerabile»

La vicenda ha provocato una serie di reazioni istituzionali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà al rabbino e alla Comunità ebraica milanese, definendo l'aggressione «un episodio vile e inaccettabile». La premier ha aggiunto che l'odio antisemita rappresenta «una piaga» che il governo intende continuare a contrastare.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di un'aggressione «inquietante» che non deve essere sottovalutata. Condanne sono arrivate anche dal vicepremier Matteo Salvini, mentre esponenti di maggioranza e opposizione hanno espresso solidarietà alla vittima e alla comunità ebraica.

L'episodio riporta così al centro dell'attenzione la sicurezza della comunità ebraica di Milano, già sottoposta negli ultimi anni a un rafforzamento delle misure di vigilanza attorno a sinagoghe, scuole e luoghi sensibili. L'inchiesta dovrà ora ricostruire ogni passaggio dell'aggressione e verificare fino in fondo la sua matrice.