Napoli

I dati ufficiali del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità evidenziano il ruolo centrale svolto dal territorio campano nel panorama nazionale della giustizia minorile:  

A Napoli sono 1.734 i minori e giovani adulti presi in carico (di cui 586 per la prima volta nel 2026). A Salerno si registrano 370 presi in carico (97 nel 2026). Il totale regionale sfiora così le *2.104 persone seguite dai servizi di area penale esterna.

Nelle comunità private operanti sul territorio campano sono presenti 241 ragazzi alla data del 31 agosto 2026 (con una presenza media giornaliera di 233,5 presenze).  il Centro per la Giustizia Minorile (CGM) di Napoli registra 172 collocamenti in comunità nel corso dell'anno.  
Nei 20 istituti penali per minorenni in Italia al 31 agosto 2026 erano presenti  572 giovani ristretti, 48 hanno tra i 14-15 anni.

L'Ipm di Nisida ospita 67 presenti (su una presenza media giornaliera di 71,1 e 93 ingressi complessivi stabili nell'anno), confermandosi tra *le strutture più sollecitate del Paese. L'IPM di Airola registra 21 presenti (con 16 ingressi complessivi nel periodo).  

Il Cpa di Napoli ha registrato 70 ingressi stabili nell'anno. I Centri Diurni Polifunzionali (CDP) dell'area penale accolgono 25 ragazzi a Nisida, 29 a Santa Maria Capua Vetere e 11 a Salerno.  

"I numeri dell'area penale minorile e dei giovani adulti in Campania impongono una profonda riflessione istituzionale e sociale, sono 7 i ragazzi tra i 14-15 detenuti a Nisida, guardando i dati nazionali sono 17 i minorenni condannati per omicidio volontario e 58 per omicidio tentato ristretti negli Ipm" - dichiara il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello

"Dall'analisi delle prese in carico e dei collocamenti emerge con chiarezza che, a fronte di una prevalenza di reati contro il patrimonio e la persona, la risposta non può essere ridotta a una logica meramente sanzionatoria o di custodia.

Le strutture penitenziarie e le comunità del nostro territorio svolgono un lavoro fondamentale, ma necessitano di un potenziamento costante delle risorse e delle reti di supporto educativo, psicologico e d'inserimento lavorativo.

Garantire ai giovani dell'area penale percorsi di recupero effettivi e reali  significa fare prevenzione primaria per la sicurezza dell'intera comunità campana. Insieme alle Istituzioni regionali e locali, al terzo settore e al mondo della scuola e del lavoro, dobbiamo rafforzare l'area penale esterna e il sistema delle comunità educative" - conclude il Garante.