Una bambina con disabilità, oggi undicenne, sarebbe stata umiliata ripetutamente a scuola, ripresa con un cellulare mentre si trovava in difficoltà e, in un'occasione, le sarebbe stato persino negato il permesso di andare in bagno. Una situazione culminata in un malore e nello svenimento in classe, con il successivo trasferimento in ospedale. È il caso emerso in un istituto comprensivo del Nord Salento, ora al centro di un'inchiesta della Procura di Lecce. Due insegnanti risultano indagate.
La denuncia della famiglia
A far partire gli accertamenti sono stati i genitori della studentessa, allarmati dal crescente disagio manifestato dalla figlia. Secondo la ricostruzione finora emersa, gli episodi contestati si sarebbero verificati durante gli ultimi mesi dello scorso anno scolastico, a partire da febbraio.
Una delle docenti coinvolte è un'insegnante di sostegno. Le viene contestato, secondo quanto riportato dalle fonti locali, di aver rivolto alla bambina osservazioni svalutanti davanti ai compagni, sottolineandone la lentezza e le difficoltà nell'apprendimento e non garantendole il sostegno necessario nei momenti di maggiore difficoltà.
L'altra docente, insegnante di matematica, avrebbe invece sottoposto l'alunna a ripetuti richiami dai toni offensivi e, secondo la denuncia, in almeno alcune occasioni l'avrebbe filmata con il telefono mentre si trovava in evidente difficoltà, senza che i genitori fossero stati informati. Tra gli episodi oggetto degli accertamenti figura anche il presunto rifiuto di consentirle di andare in bagno.
Lo svenimento e il ricovero
Il momento più grave sarebbe arrivato all'inizio di giugno. Durante una lezione la studentessa avrebbe accusato un malore fino a perdere i sensi. La madre l'ha quindi accompagnata in ospedale. Dopo quell'episodio la bambina non avrebbe più voluto tornare nella scuola frequentata fino a quel momento.
Nel fascicolo aperto dalla magistratura compaiono le ipotesi di abuso dei mezzi di correzione e maltrattamenti nei confronti di un minore affidato all'autorità degli insegnanti per ragioni di istruzione. Si tratta, naturalmente, di contestazioni ancora da verificare nel corso dell'indagine e sulle quali dovranno essere valutate anche le posizioni delle due docenti.
L'ascolto protetto della bambina
La studentessa è stata ascoltata nelle scorse ore con modalità protette nell'ambito di un incidente probatorio. Secondo quanto riportato da Repubblica, la bambina avrebbe confermato il racconto degli episodi denunciati dalla famiglia. Anche la sorella gemella, presente durante alcune delle situazioni contestate, avrebbe riferito elementi agli investigatori.
Nelle prossime settimane è atteso inoltre il deposito di una perizia relativa alla capacità della minore di rendere testimonianza. Un passaggio che contribuirà alla valutazione del materiale raccolto dagli inquirenti e alla ricostruzione giudiziaria della vicenda.
Il trasferimento in un'altra scuola
Nel frattempo la famiglia ha ottenuto il nullaosta per il trasferimento della figlia. La studentessa inizierà il nuovo anno scolastico in un altro istituto, mentre l'inchiesta prosegue per chiarire cosa sia realmente accaduto tra le mura della scuola e accertare eventuali responsabilità.
La vicenda resta quindi nella fase delle indagini. Le contestazioni mosse alle insegnanti dovranno essere sottoposte alle verifiche dell'autorità giudiziaria e valgono, per entrambe, tutte le garanzie previste fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.