Napoli

Si è aperta a Napoli la prima riunione della nuova segreteria regionale di Forza Italia, celebrata alla presenza del segretario nazionale e vicepremier Antonio Tajani. L'appuntamento arriva all'indomani della stagione congressuale che ha sancito la riconferma di Fulvio Martusciello come segretario regionale e l'indicazione del senatore Francesco Silvestro come vicesegretario. Un congresso che, nei piani del partito, punta a consolidare una struttura radicata e a superare la "doppia cifra" nei consensi locali.

Il muro contro la sinistra e il "no ai papocchi"

Da Napoli, Tajani ha voluto blindare l'identità centrista e moderata del movimento, smorzando sul nascere qualsiasi speculazione su possibili alleanze trasversali o aperture al centrosinistra per le prossime elezioni politiche. "Dobbiamo essere certamente leali con i nostri alleati, quindi a sinistra non si facciano illusioni: noi non faremo mai papocchi con loro, siamo alternativi alla sinistra, non abbiamo nulla a che vedere".

Il segretario nazionale ha inoltre affondato il colpo contro i vertici nazionali del Partito Democratico guidato da Elly Schlein, decretando la fine del centrosinistra tradizionale: "Con la Schlein qualsiasi ipotesi di avere un Pd partito laburista e riformista è sfumata. Oggi è un partito molto di sinistra, come il M5S e Avs. Gli elettori moderati in buona fede sono stati abbandonati: a loro diciamo di venire a dare una mano nella nostra grande casa".

Non è mancato un passaggio severo sulla disciplina interna: "Chi trama contro il partito è un disertore - ha aggiunto Tajani -. Gli sbruffoni che pensano di contare perché raccomandati non durano, perché il popolo non li vuole". Infine, uno sguardo al quadro nazionale e alle voci sulle urne: "Credo che andremo a votare a ottobre. Se c'è un governo che ha la maggioranza, perché anticipare?".

Nel mirino il modello Napoli e la Regione

Nel mirino di Forza Italia finiscono l'amministrazione comunale guidata da Gaetano Manfredi e la gestione della Regione Campania a guida Roberto Fico. Pur tributando un riconoscimento personale al sindaco («un ottimo professore»), Tajani non ha usato mezze misure: "Qualche dubbio su come viene guidata la città dalla sinistra ce l'abbiamo, fortissimo; così come sulla Regione, che è un disastro".

Tuttavia, il leader azzurro ha ribadito che il primo cittadino uscente non rappresenta un ostacolo insormontabile: "Nessuno è imbattibile. A Napoli dovremo avere un candidato che possa rappresentare la possibilità di allargare i nostri consensi, che possa infilarsi anche nel mondo di Manfredi". Per la scelta del nome, Tajani ha spiegato che il perimetro della coalizione si muoverà su figure civiche o para-civiche, confermando l'avvio del confronto con gli alleati di governo, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, per trovare una sintesi condivisa.

Radicamento sul territorio 

Sul fronte interno, la segreteria ha tracciato il cronoprogramma per i prossimi mesi. Il vicesegretario Silvestro ha sottolineato l'importanza del lavoro capillare svolto finora, anticipando l'uscita a partire dal 1° gennaio di un camper itinerante della formazione politica che toccherà tutti i comuni della Campania per raccogliere le istanze dei cittadini.