L’allarme lanciato dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri sulle carenze di organico dell’ufficio Gip arriva in Parlamento. I deputati del Partito democratico Debora Serracchiani, Piero De Luca, Marco Sarracino e Stefano Graziano hanno presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per affrontare una situazione che, secondo i firmatari, rischia di compromettere l’operatività di uno degli uffici giudiziari più delicati del Paese.
Al centro dell’iniziativa parlamentare ci sono i numeri resi pubblici nei giorni scorsi dallo stesso Gratteri. Al Tribunale di Napoli risultano circa 1.300 richieste di misure cautelari ancora da esaminare e, secondo il procuratore, circa 1.150 riguardano procedimenti di competenza della Direzione distrettuale antimafia. Alcune pratiche sarebbero ferme da due anni e, in determinati casi, anche da tre. Il procuratore ha inoltre denunciato una scopertura di circa dieci magistrati nell’ufficio Gip.
L’allarme del procuratore
Il problema era stato posto con particolare forza da Gratteri durante l’insediamento della nuova presidente del Tribunale di Napoli, Gabriella Maria Casella. In quella sede il capo della Procura aveva sottolineato come la carenza di giudici per le indagini preliminari stesse incidendo sui tempi necessari per decidere sulle richieste avanzate dai pubblici ministeri. Aveva anche indicato, come possibile soluzione nell’attesa della copertura stabile dei posti, una riorganizzazione interna che consentisse di destinare più magistrati all’ufficio Gip e di ampliare l’attività delle udienze.
Pochi giorni dopo il procuratore è tornato sull’argomento chiarendo la dimensione dell’arretrato che riguarda le indagini antimafia. Il punto, ha spiegato, non è aumentare il numero degli arresti, ma ottenere una risposta giudiziaria alle richieste cautelari entro tempi compatibili con l’efficacia delle indagini. La situazione assume un peso particolare in un distretto nel quale una quota rilevante delle richieste pendenti riguarda procedimenti collegati alla criminalità organizzata.
L’interrogazione del Pd a Nordio
Nell’interrogazione, i quattro parlamentari dem chiedono al ministro Nordio quali iniziative intenda assumere, d’intesa con il Consiglio superiore della magistratura, per colmare le scoperture nell’organico dei giudici dell’ufficio Gip/Gup del Tribunale di Napoli.
La richiesta riguarda anche l’eventuale ricorso a misure straordinarie, come l’applicazione temporanea di magistrati provenienti da altri uffici o una rimodulazione delle piante organiche. L’obiettivo indicato dai firmatari è intervenire sull’arretrato delle richieste di misura cautelare, con particolare attenzione ai fascicoli della Dda di Napoli, evitando che il trascorrere degli anni finisca per indebolire l’efficacia dell’azione giudiziaria.
L’interrogazione rappresenta un’iniziativa politica dell’opposizione: le valutazioni sulla presunta situazione di “blocco operativo” appartengono ai deputati firmatari, mentre i dati sulle richieste cautelari pendenti e sulla carenza di Gip sono stati indicati pubblicamente dal procuratore Gratteri.
Il nodo del personale amministrativo Pnrr
Accanto alla carenza di magistrati, il Pd solleva anche la questione del personale amministrativo reclutato nell’ambito del Pnrr. Nell’atto parlamentare viene richiamata la posizione dei lavoratori a tempo determinato che non sono rientrati nella stabilizzazione avviata dal primo luglio e i cui contratti, in alcune fattispecie previste dalle disposizioni ministeriali, sono stati prorogati fino al 30 settembre 2026.
Il Ministero della Giustizia ha avviato nel 2026 procedure di stabilizzazione per migliaia di addetti all’Ufficio per il processo, tecnici di amministrazione e operatori data entry. Per una parte del personale idoneo non vincitore è stata prevista la proroga dei rapporti a termine fino al 30 settembre, con permanenza nelle graduatorie utilizzabili per eventuali successivi scorrimenti.
È su questo fronte che i parlamentari chiedono al Guardasigilli di intervenire anche per assicurare continuità agli uffici giudiziari napoletani. La preoccupazione espressa nell’interrogazione è che alla carenza di magistrati possa sommarsi quella del personale amministrativo, aggravando un quadro già segnato dalla mole dei procedimenti e dalla complessità delle indagini antimafia.
La risposta attesa da Ministero e Csm
La questione degli organici non riguarda soltanto la Procura di Napoli. Durante l’insediamento di Casella, anche la presidente della Corte d’Appello di Napoli Maria Rosaria Covelli aveva richiamato l’attenzione del Csm sulla necessità di coprire i posti vacanti, pur ricordando i risultati ottenuti dal Tribunale sul fronte della riduzione dell’arretrato e degli obiettivi previsti dal Pnrr.
Il caso che arriva ora all’attenzione del ministro Nordio riguarda però soprattutto l’ufficio chiamato a valutare le richieste cautelari della Procura. In un territorio caratterizzato da un’elevata pressione investigativa sul fronte della criminalità organizzata, il tema posto da Gratteri è quello dei tempi della decisione giudiziaria: richieste che restano pendenti per anni rischiano di perdere efficacia rispetto all’evoluzione delle indagini e delle organizzazioni criminali.
L’interrogazione parlamentare chiede quindi una risposta su due piani: la copertura dei posti dei magistrati e la continuità del personale amministrativo. Saranno ora il Ministero della Giustizia e, per le competenze che gli spettano, il Consiglio superiore della magistratura a indicare quali interventi possano essere messi in campo per l’ufficio giudiziario napoletano.