Napoli

 

A dodici anni dalla tragedia di Fortuna Loffredo - la bimba di sei anni violentata e gettata dall'ottavo piano nel Parco Verde di Caivano il 24 giugno 2014 - il padre, Pietro Loffredo, si trova al centro di una nuova e dolorosa vicenda giudiziaria e sociale. Tre figli minori, di tre, quattro e sette anni, avuti con la nuova compagna, sono stati prelevati a Lanciano (Chieti) dai servizi sociali e collocati in una casa-famiglia.

L’intervento, eseguito su disposizione della Procura con il supporto delle forze dell'ordine in abiti civili, è scattato improvvisamente. Secondo quanto denunciato dai legali della famiglia, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, "i due bimbi più piccoli sono stati strappati dalle braccia della madre in casa, mentre la sorellastra maggiore è stata raggiunta direttamente a scuola".

Le motivazioni e la rabbia della famiglia

Alla base del provvedimento d'urgenza ci sarebbero presunte criticità igienico-sanitarie e la presenza di cani nell'abitazione, circostanze fermamente respinte dai genitori. Gli avvocati Pisani parlano di un'azione drastica calata senza preavviso e denunciano il totale blackout comunicativo: "Nessuna telefonata, nessun contatto con i figli da due giorni. Per una madre e un padre questo viene percepito come un rapimento, con una differenza fondamentale: qui ad agire è lo Stato".

I legali hanno annunciato un'istanza immediata per l'accesso agli atti e un controllo rigoroso sui presupposti della misura, ricordando il pesante trauma pregresso di un padre che porta già il faticoso furgone della memoria di "Chicca".

L'affondo di Don Patriciello: «La povertà non sia una colpa»

Sulla vicenda è intervenuto con parole durissime anche Don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano che ha seguito da vicino la famiglia dopo il delitto del 2014. In un editoriale pubblicato su Avvenire, il sacerdote ha acceso i riflettori sul delicato e spesso invalicabile confine tra indigenza e idoneità genitoriale.

"Allontanare i figli dai genitori è sempre un dramma che non dovrebbe accadere mai", scrive Patriciello, evidenziando come i poveri finiscano inevitabilmente nel mirino delle maglie rigide della burocrazia. "Sfamare, educare, curare costa. I genitori optano per le priorità rimandando al domani altre cose. È in quel momento che si rischia di cadere in qualcosa simile a un reato". Il sacerdote si interroga sul reale benessere dei minori, sottolineando come il trauma dell'allontanamento rischi di segnare irreversibilmente i piccoli, e lancia una riflessione amara sul supporto mancato alle famiglie in difficoltà economica.

L'appello alle istituzioni e a Giorgia Meloni

Mentre la difesa invoca accertamenti immediati e un supporto psicologico urgente per scongiurare conseguenze devastanti sulla stabilità emotiva del nucleo familiare, gli avvocati Pisani si sono spinti oltre. È stato richiesto l'intervento diretto della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per ottenere un incontro urgente e fare luce su una misura giudicata sproporzionata e dolorosa. La vicenda riapre così il dibattito nazionale sul difficile equilibrio tra la tutela istituzionale dell'infanzia e il sostegno ai genitori fragili.