C'è fermento ed incertezza nel Sannio e non solo per l'ipotesi che la ripartura della linea ferroviaria Benevento – Napoli via Valle Caudina possa ulteriormente slittare rispetto ai primi mesi del 2027 annunciati dai dirigenti Eav non più di un paio di mesi fa.
Ipotesi che ha scatenato le ira di amministratori e politica che ora chiedono a gran voce al nuovo amministratore unico dell'Eav regionale una data certa.
Ripartura dell alinea ferroviaria che interessa quattro province: Benevento, Avellino, Caserta e Napoli e miglia di cittadini che omrai da oltre cinque anni sperano di poter raggiungere in tempi celeri Napoli dall'entroterra.
Di seguito riceviamo e pubblichiamo la lettera di una nostra lettrice, Luigia, residente in Valle Caudina.
E’ di questi giorni la spiacevole notizia dell’ennesimo slittamento della riapertura della linea ferroviaria Benevento-Napoli, ora prevista per l’autunno 2027.
Notizia che ormai non fa più scalpore poiché i cittadini della Valle Caudina, purtroppo, sono desolatamente abituati a questo solito inaccettabile refrain. La pazienza e la comprensione per i continui ritardi è stoicamente ammirevole anche perché tutte le sollecitazioni degli abitanti per l’auspicata riapertura della tratta ferroviaria sono sempre caduti nel vuoto.
Sollecitazioni che nascono dai notevoli disagi e dalle effettive difficoltà che i cittadini caudini incontrano nel raggiungere il capoluogo campano, soprattutto pendolari come studenti e lavoratori.
Giova ricordare (scrive provocatoriamente Luigia ndr) che la Costituzione italiana all’art. 16 parla di libertà di circolazione e con l’art. 3 dichiara che «è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale» che limitano tale libertà e quindi l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. I trasporti sono dunque un servizio essenziale di uno stato moderno al pari della sanità e dell’istruzione.
Così, se la linea ferroviaria Benevento-Napoli rientra nel trasporto pubblico locale che è gestito tramite l’EAV dalla Regione (ex art. 117 Cost.), noi abitanti della Valle Caudina rimaniamo sempre e comunque cittadini dello stato italiano, stato cioè che garantisce a tutti questa libertà di circolazione.
Tale dignità di cittadini italiani non ci consente più di elemosinare alla Regione e all’EAV diritti garantiti dalla Costituzione stessa, continuamente ignorati con queste inaccettabili, scandalose procastinazioni circa la riapertura della rete ferroviaria Benevento-Napoli. Sono cinque lunghissimi anni, infatti, che la nostra Valle è tagliata fuori dal vicino capoluogo poiché i servizi alternativi, da sostitutivi, sono diventati, invece, effettivi e permanenti!
Così, rivendichiamo fortemente il legittimo status di cittadini del nostro Bel Paese, auspicando che questo ennesimo ritardo sia l’ultimo, triste capitolo di una storia surreale: la storia in cui il tempo si fermò per tutti coloro che abitavano l’amena Valle Caudina e così, improvvisamente, da cittadini di un moderno stato si ritrovarono, invece, sudditi di un anacronistico regno.
Luigia C.