Davanti all'ambasciata russa di Roma, le elezioni per il rinnovo della Duma diventano anche un'occasione per esprimere dissenso contro il presidente Vladimir Putin e la guerra in Ucraina. Tra i cittadini russi residenti in Italia che si presentano al seggio diplomatico convivono posizioni differenti. C'è chi considera il voto un'opportunità per manifestare la propria contrarietà al governo di Mosca e chi, invece, rivendica il sostegno alle istituzioni russe. A unire gli elettori è soprattutto la convinzione che partecipare alla consultazione mantenga un significato, anche quando le aspettative di un cambiamento politico sono limitate.

Il voto come forma di protesta contro la guerra

Tra gli elettori che raggiungono l'ambasciata c'è Darya, 41 anni, impiegata nel settore informatico. La donna ritiene che le elezioni rappresentino una delle poche occasioni legali a disposizione dei cittadini russi per esprimere la propria contrarietà alla guerra. Allo stesso tempo, manifesta una profonda sfiducia nei confronti dei risultati ufficiali, temendo che il conteggio delle schede possa non rispecchiare le preferenze effettivamente espresse.

Per Darya, tuttavia, ogni voto attribuito a una formazione diversa da Russia Unita, il partito del presidente Putin, può contribuire a rendere visibile la presenza di una parte della popolazione contraria alle politiche del Cremlino.

Una posizione condivisa da diversi cittadini russi residenti nella capitale, che considerano la partecipazione elettorale un modo per mantenere un legame con il proprio Paese e manifestare pubblicamente il dissenso.

L'esclusione di Yabloko e la protesta delle mele verdi

Tra i temi maggiormente discussi davanti all'ambasciata figura l'esclusione dalla competizione elettorale di Yabloko, lo storico partito liberale russo che si è apertamente opposto alla guerra in Ucraina. La Corte Suprema russa ha escluso la lista federale della formazione politica dal voto proporzionale, una decisione che ha ridotto le possibilità di scelta degli elettori contrari alla guerra. Anastasia, architetta trentenne che vive a Roma da vent'anni, spiega che una parte degli oppositori del governo intende orientarsi verso i partiti liberali o comunisti, in assenza della formazione pacifista.

L'esclusione di Yabloko è diventata anche il simbolo della protesta organizzata da un gruppo di attiviste russe davanti alla sede diplomatica.

Tra loro ci sono Lyuba, 48 anni, badante, e Anna Koshkina, 35 anni, cantante lirica e attivista per i diritti LGBT+. Le donne hanno portato al seggio un cesto di mele verdi, richiamando il nome e il simbolo del partito escluso dalle elezioni.

Le attiviste denunciano inoltre di essere state sottoposte a controlli documentali differenti rispetto agli altri elettori, sostenendo che il personale della sede diplomatica abbia fotocopiato soltanto i loro passaporti. La circostanza alimenta la preoccupazione per le possibili conseguenze di un eventuale ritorno in Russia. Alcune partecipanti alla protesta temono di poter essere fermate alla frontiera a causa dell'attività politica svolta all'estero.

Nonostante questi timori, il gruppo considera importante continuare a partecipare alle consultazioni elettorali. La presenza contemporanea di più cittadini contrari alla guerra rappresenta anche un'occasione per mantenere i contatti e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità degli oppositori.

L'affluenza al seggio e la posizione dell'ambasciatore russo

Davanti all'ambasciata di Roma, la partecipazione appare contenuta rispetto a quella registrata durante le elezioni presidenziali del 2024, almeno secondo le testimonianze dei cittadini presenti. Le forze dell'ordine italiane hanno delimitato con le transenne alcune strade nelle vicinanze della sede diplomatica, dove gli elettori arrivano senza formare lunghe code. L'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, esprime invece fiducia nella partecipazione dei connazionali residenti nel Paese, ricordando che il voto può essere esercitato anche attraverso modalità diverse dalla presenza fisica al seggio.

Il diplomatico collega inoltre la consultazione alla situazione internazionale, sostenendo che la partecipazione dei cittadini russi in Italia possa rappresentare una risposta alle politiche dell'Unione europea e della Nato, considerate ostili agli interessi di Mosca.

Una posizione che si contrappone a quella degli attivisti presenti davanti all'ambasciata, impegnati a utilizzare il voto per manifestare la propria contrarietà alle scelte del Cremlino.

L'appello all'Europa e le divisioni sulla guerra in Ucraina

La guerra in Ucraina rimane il principale argomento di confronto tra gli elettori russi che partecipano alla consultazione.

Natalja, 38 anni, presente insieme al gruppo delle attiviste, ritiene necessario che l'Europa continui ad aiutare l'Ucraina. A suo giudizio, il sostegno dei Paesi europei è indispensabile per contrastare la politica militare del presidente Putin e favorire una soluzione del conflitto.

Anastasia, invece, pur dichiarandosi contraria alla guerra, descrive una situazione differente all'interno della società russa. La donna torna nel proprio Paese due volte all'anno e, sulla base della sua esperienza personale, ritiene che una parte della popolazione continui a sostenere il governo e non avverta la necessità di un cambiamento politico.

Le testimonianze raccolte davanti all'ambasciata mostrano opinioni differenti anche tra gli elettori contrari alla guerra. Alcuni considerano possibile un rafforzamento dell'opposizione, mentre altri manifestano scetticismo sulla capacità del voto di modificare gli equilibri politici del Paese.

I giovani oppositori e i sostenitori del Cremlino

Tra i cittadini che raggiungono il seggio a mezzogiorno figura anche Ivan, nome di fantasia di uno studente russo di 23 anni arrivato da poco a Roma.

Il giovane ha aderito all'iniziativa promossa dagli oppositori di Putin, che hanno invitato i cittadini a presentarsi contemporaneamente alle urne per rendere visibile il proprio dissenso.

Ivan considera la partecipazione un'opportunità per manifestare la distanza tra le politiche del governo e le aspirazioni di chi non si riconosce nella guerra. A suo giudizio, una parte importante della popolazione russa è contraria al conflitto, anche se non sempre può esprimere apertamente la propria posizione.

Anche la sua fidanzata, cittadina russa residente da tempo nella capitale, condivide la richiesta di pace avanzata dagli attivisti.

Tra gli elettori presenti ci sono però anche sostenitori del presidente Putin. Una coppia di cittadini russi sulla sessantina rivendica la propria partecipazione come espressione di patriottismo e sostiene che il governo di Mosca condivida l'obiettivo di raggiungere la pace.

Le loro posizioni testimoniano le differenti interpretazioni del conflitto presenti nella comunità russa residente in Italia, dove convivono cittadini favorevoli all'attuale governo e persone che considerano necessario un cambiamento politico.

Le elezioni per la Duma e il significato del voto all'estero

Le elezioni per il rinnovo della Duma, la camera bassa del Parlamento russo, si svolgono dal 18 al 20 settembre e rappresentano la prima consultazione parlamentare dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina nel febbraio 2022.

Il voto si tiene in un contesto segnato dalle restrizioni nei confronti di diverse formazioni politiche contrarie alla guerra. L'esclusione della lista federale di Yabloko è uno degli elementi contestati dagli oppositori del Cremlino, che denunciano la riduzione degli spazi di partecipazione politica.