Una serie di esplosioni nei pressi dell'aeroporto internazionale di Erbil, nel Kurdistan iracheno, ha richiamato l'attenzione sulla sicurezza dell'area che ospita le ultime truppe della coalizione internazionale a guida statunitense ancora presenti in Iraq. Le forze antiterrorismo curde hanno escluso situazioni di pericolo, attribuendo i boati ad attività programmate di addestramento militare e di sicurezza. Secondo i media locali, le esplosioni sarebbero state provocate dalla distruzione controllata di ordigni da parte della coalizione. L'episodio si verifica a pochi giorni dalla scadenza prevista per il completamento del ritiro delle forze internazionali dal Paese.
Le esplosioni vicino all'aeroporto di Erbil
Le detonazioni sono state avvertite nelle vicinanze dello scalo, all'interno di un'area che continua a ospitare personale militare straniero. Un giornalista dell'agenzia Afp, presente sul posto, ha riferito di aver osservato una colonna di fumo grigio levarsi dalla zona dell'aeroporto. Le forze antiterrorismo del Kurdistan iracheno sono intervenute per chiarire l'origine dei boati, spiegando che si trattava di attività militari e di sicurezza che non comportavano rischi per la popolazione. I media curdi hanno attribuito le esplosioni alla distruzione controllata di ordigni effettuata dalla coalizione internazionale. Non sono stati segnalati attacchi contro lo scalo né conseguenze per i militari presenti nell'area.
Il ritiro della coalizione internazionale entro settembre
L'episodio si verifica mentre le forze della coalizione a guida statunitense stanno completando il ritiro dall'Iraq, previsto entro il 30 settembre 2026. La missione internazionale, avviata nel 2014 per contrastare l'espansione dell'Isis, ha progressivamente ridotto la propria presenza militare nel Paese, trasferendo alle autorità irachene il controllo delle basi precedentemente utilizzate. A gennaio le truppe della coalizione avevano già lasciato altre installazioni militari, mentre il disimpegno dal Kurdistan iracheno è proseguito nei mesi successivi. Secondo il programma concordato tra Baghdad e Washington, il personale ancora presente nell'area dell'aeroporto di Erbil dovrà completare il ritiro entro la fine del mese.
La conclusione della missione comporterà anche la definizione di nuove modalità di cooperazione tra le autorità irachene e i Paesi che hanno partecipato alle operazioni contro l'Isis, con particolare attenzione allo scambio di informazioni e al coordinamento in materia di sicurezza.
Gli attacchi precedenti contro le basi della coalizione
L'aeroporto di Erbil è stato più volte interessato da attacchi contro le installazioni militari della coalizione internazionale. Nel corso degli ultimi anni, le forze presenti nell'area hanno intercettato numerosi droni carichi di esplosivo, impiegati contro obiettivi militari statunitensi e alleati. Gli episodi si sono intensificati durante il conflitto regionale iniziato nel febbraio 2026, che ha coinvolto direttamente gli Stati Uniti, Israele e l'Iran. Le autorità iraniane hanno rivendicato in diverse occasioni operazioni militari contro le basi statunitensi nel Kurdistan iracheno. Anche alcune fazioni armate sostenute da Teheran hanno preso di mira nel tempo le forze della coalizione. Il 2 settembre, secondo le forze antiterrorismo curde, i sistemi di difesa della coalizione hanno intercettato dieci droni esplosivi nello spazio aereo della provincia di Erbil. L'episodio non aveva provocato vittime, ma aveva nuovamente richiamato l'attenzione sulla vulnerabilità delle installazioni militari presenti nella regione.
La sicurezza del Kurdistan dopo il ritiro delle truppe
Il completamento del ritiro della coalizione apre una nuova fase nella gestione della sicurezza del Kurdistan iracheno, dove le autorità regionali e il governo centrale dovranno coordinare la protezione delle infrastrutture strategiche. Il 20 settembre, il responsabile della comunicazione sulla sicurezza irachena, Saad Maan, ha ribadito la capacità delle istituzioni nazionali di garantire la stabilità del Paese anche dopo la partenza delle forze internazionali. Resta centrale il coordinamento tra Baghdad e le autorità di Erbil, soprattutto per la protezione delle installazioni militari e delle infrastrutture aeroportuali. Le esplosioni odierne, ricondotte dalle forze curde ad attività militari controllate, non modificano il calendario del ritiro annunciato dalle autorità irachene. L'attenzione rimane concentrata sul trasferimento delle responsabilità di sicurezza e sulla capacità delle forze locali di fronteggiare eventuali nuove minacce in una regione ancora esposta alle conseguenze del conflitto mediorientale.