Le telecamere dei principali network americani non hanno seguito attraverso il consueto pool televisivo gli incontri di Donald Trump a New York con il sindaco Zohran Mamdani e il presidente francese Emmanuel Macron. La scelta nasce dal divieto di accesso alla Casa Bianca imposto a Cnn, Ms Now e Politico. Le altre emittenti incaricate a turno delle riprese hanno deciso di non prendere il posto della rete esclusa, trasformando una controversia sulle credenziali dei giornalisti in uno scontro sul funzionamento della copertura presidenziale.
La protesta delle cinque emittenti
Abc, Cbs, Cnn, Fox e Nbc si alternano nella produzione delle immagini degli appuntamenti presidenziali ai quali, per ragioni di spazio e sicurezza, non possono accedere tutte le troupe. Il segnale viene poi condiviso con le altre redazioni. Il turno previsto per la trasferta di Trump a New York spettava alla Cnn, ma la rete è stata esclusa. Le altre quattro hanno comunicato che non avrebbero organizzato una sostituzione finché non fosse ripristinato l’accesso della collega.
La sospensione riguarda gli eventi affidati al pool televisivo, non tutte le notizie sul presidente: le redazioni continuano a raccontarne le attività attraverso cronisti, altre immagini disponibili e servizi autonomi. Anche gli altri settori del pool, compresi stampa scritta e radio, non sono stati coinvolti nello stesso modo. La protesta unisce emittenti con linee editoriali differenti su una regola condivisa di accesso al lavoro giornalistico.
Il ricorso e la risposta della Casa Bianca
Cnn, Ms Now e Politico hanno presentato ricorso davanti a un tribunale federale, sostenendo che l’esclusione sia una ritorsione per i contenuti della loro copertura e violi le garanzie costituzionali sulla libertà di stampa e sul giusto procedimento. Il caso è stato assegnato al giudice Timothy Kelly, che nel 2018 dispose il ripristino temporaneo delle credenziali del corrispondente Cnn Jim Acosta dopo un precedente scontro con la presidenza Trump. Il nuovo procedimento richiede una valutazione specifica dei fatti e delle motivazioni dell’attuale provvedimento.
La Casa Bianca sostiene che il Primo emendamento protegga la libertà di pubblicare, ma non attribuisca automaticamente a ogni testata un pass permanente o un posto nel pool. Trump accusa le tre redazioni di diffondere notizie false; il vicepresidente JD Vance ha difeso la scelta come revoca di un accesso speciale. Le testate contestano invece che l’amministrazione possa selezionare i giornalisti in base al punto di vista espresso nei loro servizi. È su questa distinzione che si concentra la controversia giudiziaria.
La nuova piattaforma e il nodo delle immagini
Nel pieno dello scontro, la Casa Bianca ha annunciato Trump TV, un servizio in streaming dedicato agli eventi e agli interventi dell’amministrazione, con aggiornamenti continuativi. Il canale può diffondere direttamente filmati ufficiali, ma la disponibilità di immagini prodotte dall’esecutivo non coincide con l’osservazione indipendente dei giornalisti. Il confronto riguarda dunque non soltanto chi può entrare negli spazi presidenziali, ma anche chi realizza e distribuisce il racconto visivo dell’attività di governo.
La trasferta a New York, legata anche ai lavori delle Nazioni Unite, rende immediatamente visibili gli effetti della decisione: quando il pool non opera, alcune riprese abitualmente condivise con tutte le televisioni non vengono prodotte secondo il consueto sistema. L’esito del ricorso potrà chiarire i limiti delle decisioni sull’accreditamento e le condizioni di accesso per le redazioni coinvolte.