A Castel Volturno si aspetta il sole da tre settimane. Non quello meteorologico, ma quello che arriva quando un giocatore torna a calpestare l’erba o, almeno, a calcare i pavimenti della palestra. La stagione del Napoli è cominciata da appena un mese e già conta nove infortunati. Un’eredità pesante della scorsa annata, che non sembra ancora disposta a lasciare il posto a una vera svolta.
Alessandro Buongiorno, dunque, e poi Scott McTominay, Alessandro Marianucci, Alex Meret, Sam Beukema, André-Frank Zambo Anguissa, Alisson Santos, Leonardo Spinazzola e Giovane. Nomi che in questo momento pesano più per le assenze che per le presenze.
La notizia più luminosa, però, c’è ed è scozzese. McTominay è tornato a Castel Volturno. Non ancora in campo, sia chiaro: le porte si sono aperte soltanto sulla palestra. L’intervento al cuore risale all’8 settembre e i tempi di recupero non si possono comprimere. Qualche giorno in più servirà prima di rivederlo in partitella, ma il solo fatto di riaverlo tra i compagni, anche solo in tuta, è già un segnale importante.
La palestra del Napoli Training Center, in questi giorni, è affollata. Oltre a McTominay ci lavorano Marianucci, Alisson Santos, Meret e Spinazzola. Il quadro, a intermittenza, inizia a schiarirsi. Meret è praticamente certo di rientrare dopo la sosta, in tempo per la gara contro il Frosinone. Spinazzola dovrebbe essere della partita. Marianucci sogna la prima convocazione stagionale. Più lunghi, invece, restano i tempi di Alisson Santos.
Capitolo a parte per Anguissa. I medici non vogliono forzare. Troppi i fastidi accumulati dal centrocampista camerunense, troppe le avvisaglie da non sottovalutare. Meglio attendere e non rischiare di trasformare un problema in un’assenza cronica.
Tre settimane di attesa, dunque. Tre settimane in cui a Castel Volturno si è guardato più alla lista degli infortunati che a quella dei convocati. Ora, piano piano, qualcosa si muove. Non è ancora la svolta, ma è già un passo. E in una stagione cominciata sotto il segno dei guai fisici, anche i passi piccoli meritano di essere contati.