Napoli

Napoli si prepara a vivere un fine settimana di vela d’élite. Da domani a domenica il lungomare Caracciolo ospiterà le regate preliminari della 38ª Louis Vuitton America’s Cup, primo vero banco di prova sulle acque del Golfo per i team in corsa verso l’appuntamento del 2027. Un evento di portata globale che la città affronta con un dispositivo di sicurezza imponente e con un segno tangibile di trasformazione urbana: un pontone di mille tonnellate appena attraccato di fronte alla Villa Comunale.

Fino al 27 settembre il piano di sicurezza prevede l’impiego a regime di 1.630 uomini delle tre forze di Polizia, affiancati da 230 unità inviate dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. A supporto operano i Vigili del Fuoco per il soccorso tecnico urgente e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per i controlli di competenza. Sul fronte della mobilità urbana sono in campo circa 700 agenti della Polizia Municipale e 200 della Polizia Metropolitana, in coordinamento con il Comune. Il presidio delle acque e delle coste è affidato alla Capitaneria di Porto, al Comando logistico della Marina Militare e all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, mentre lo spazio aereo è monitorato da Enac, Enav, Gesac e dal Comando dell’Aeroporto Militare “Ugo Niutta”. La videosorveglianza gioca un ruolo centrale: le immagini ad alta definizione alimentano in tempo reale le sale operative, a protezione dei varchi con metal detector e delle aree del Race Village. Il prefetto Michele di Bari ha sottolineato «una straordinaria sinergia per un evento di prestigio globale», ringraziando tutte le componenti istituzionali e operative coinvolte, dal Commissariato Straordinario Bagnoli-Coroglio a Sport e Salute, da Ace Italy alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, fino al 118 e alla Protezione Civile regionale per il piano sanitario.

Simbolo più evidente del legame tra evento e città è il nuovo pontone installato sul lungomare Caracciolo, all’altezza dell’Acquario e a pochi metri dalla Colonna Spezzata. Lungo 37 metri e largo 30, capace di ospitare fino a 100 persone, è stato ideato e realizzato da Sport e Salute. Partito all’alba dal Molo dell’Immacolatella Vecchia, ha raggiunto la sua posizione definitiva questa mattina. Un’isola sull’acqua pensata come nuovo punto di incontro tra terra e mare, già operativa per gli eventi legati alle regate preliminari.

Sul piano sportivo, i team si sono presentati oggi a Castel dell’Ovo in quella che è stata definita «la sala conferenze più bella di sempre». Peter Burling, skipper di Luna Rossa, ha fissato l’obiettivo senza giri di parole: «Siamo qui per cercare di vincere questo fine settimana. Sento che la squadra sta progredendo molto rapidamente e siamo entusiasti di scendere in acqua». Max Sirena, amministratore delegato del team italiano, ha ribadito il valore aggiunto di Napoli: «È un’opportunità importante per lavorare sotto pressione e per metterne agli altri. Bisogna partire forte». E ha ricordato l’investimento sui giovani, con nuovi volti già presentati e altri in arrivo.

Dall’altra parte della barricata, Nathan Outteridge, skipper di Emirates Team New Zealand, campioni in carica, ha scaricato la pressione: «In genere no. La squadra ha standard molto elevati. Ci stiamo godendo il percorso». Dopo il secondo posto di Cagliari a maggio, i neozelandesi hanno lavorato soprattutto sul processo e sulla crescita del gruppo, che include anche la nuova generazione (tra cui il figlio di Outteridge, Jake).

Un segnale particolare arriva dal fronte femminile. Margherita Porro sarà allo skipper di Luna Rossa Women and Youth, mentre Maria Giubilei farà la trimmer sulla barca senior. «È un bel messaggio per tutte le donne: siamo pronte», ha detto Porro, emozionata e consapevole della difficoltà del campo di regata. «Immagino una gara fatta di sorpassi e controsorpassi, come in Formula 1. Giochiamo in casa e avremo gli occhi di tutti puntati addosso».

Tra dispositivi di sicurezza da grande evento, un’infrastruttura galleggiante che cambia il volto del lungomare e team pronti a darsi battaglia sulle onde del Golfo, Napoli si appresta a vivere tre giorni di America’s Cup che già sanno di storia. Il mare è pronto. La città anche.