Svolta nella gestione della crisi bradismica nei Campi Flegrei. Dopo ore di altissima tensione politica - innescata dal mancato esame degli emendamenti territoriali al decreto Pubblica Amministrazione alla Camera - il Governo cambia rotta e annuncia l'arrivo di un decreto legge interamente dedicato all'area flegrea. Il provvedimento, nato da un'interlocuzione diretta tra la premier Giorgia Meloni e il presidente della Regione Campania Roberto Fico, punterà su una programmazione decennale della prevenzione strutturale e assegnerà la regia unificata delle operazioni allo stesso governatore Fico.
Il piano del Governo: prevenzione, risorse e nuova governance
Il nuovo testo, che sarà varato nei prossimi giorni dall'esecutivo, punta a superare la frammentazione delle competenze attraverso una catena decisionale unica e poteri definiti. L'obiettivo dichiarato dal ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, è passare dalla gestione dell'emergenza a una pianificazione di lungo periodo.
Tra le misure cardine previste dal provvedimento finanziamenti e contributi (tra cui il ripristino della copertura fino al 100% e incentivi per il rientro rapido negli immobili agibili), un piano di delocalizzazione volontaria con misure destinate agli edifici a maggior rischio e demolizione con ricostruzione dell'edilizia pubblica vicina alla Solfatara. Previste anche procedure accelerate per completare le opere strategiche del territorio. Sul piano urbanistico si prevede anche il blocco di un ulteriore incremento del carico abitativo nelle zone rosse. Poi programmi continui di formazione ed evacuazione per scuole, imprese, strutture sanitarie e soggetti fragili.
Dallo scontro al patto istituzionale: cosa è successo
La decisione di Palazzo Chigi arriva dopo una giornata di fortissima protesta locale. La decadenza degli emendamenti in commissione Bilancio-Ambiente motivata da Roma con sole «ragioni procedurali» aveva provocato l'ira dei sindaci flegrei e delle opposizioni, pronti a mobilitare la popolazione sotto la sede del Parlamento.
Sullo sfondo resta un'emergenza abitativa e sociale dai numeri drammatici: dopo la forte scossa dello scorso 31 luglio, si contano 5.384 persone sgomberate (pari a oltre 2.200 nuclei familiari), con 115 residenti ancora sistemati in albergo e oltre mille famiglie dipendenti dal contributo di autonoma sistemazione.
Le reazioni dei sindaci e della politica: «Prudenza, servono i fatti»
L'annuncio del decreto ad hoc ha incassato l'apprezzamento del governatore Roberto Fico, che ha sottolineato l'importanza della «leale collaborazione istituzionale» e confermato l'attivazione immediata di un tavolo operativo per definire i dettagli tecnici del testo.
Più cauti i primi cittadini dell'area flegrea, che non ritirano del tutto la mobilitazione:
Gigi Manzoni (Sindaco di Pozzuoli): «Le parole del ministro Musumeci confermano la bontà delle nostre battaglie e mettono la parola fine alla sola logica dell'emergenza. Ma la guardia resta alta: la prossima settimana saremo comunque a Roma con i cittadini per pretendere tempi certi».
Josi Della Ragione (Sindaco di Bacoli): «Le nostre rimostranze hanno costretto il Governo al cambio di rotta. Il nuovo decreto decennale è, nei fatti, la legge speciale che chiediamo da mesi. Ora però pretendiamo i fatti, e subito».
Scetticismo e prudenza arrivano anche dai banchi dell'opposizione. Dal Partito Democratico (con il deputato Marco Sarracino e la senatrice Valeria Valente) e dal Movimento 5 Stelle (con il deputato Antonio Caso) si chiede la massima trasparenza sulla copertura finanziaria: «Valuteremo il testo senza pregiudizi, ma a patto che vi siano risorse reali, adeguate e immediatamente cantierabili per la sicurezza dei cittadini flegrei».