Caserta

La morte di Antonio Coletta, 21 anni, di Maddaloni, lascia sgomenta un’intera comunità. Un giovane che ha perso la vita mentre lavorava: una tragedia che impone, ancora una volta, una riflessione seria e concreta sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla capacità di prevenire efficacemente quelle che continuiamo a chiamare, troppo spesso, “morti bianche”. «A nome della Cisal Caserta porgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Antonio e mi stringo al dolore della comunità di Maddaloni. Di fronte alla morte di un ragazzo di appena 21 anni è difficile trovare parole che non rischino di apparire di circostanza». Il Segretario Generale della Cisal Caserta, Ferdinando Palumbo, sceglie di partire dall’aspetto più umano di questa tragedia. «Antonio era un figlio della nostra terra, un giovane che, come tanti, ogni giorno esce di casa per andare a lavorare. È proprio questo che rende ancora più dolorosa una morte così assurda: ciò che è accaduto a lui potrebbe riguardare ciascuno di noi. In questo momento il primo dovere è rispettare il dolore della famiglia e di una comunità che si trova a piangere una vita spezzata troppo presto». Accanto al cordoglio, però, c’è una responsabilità che non può essere elusa. La morte di Antonio riporta con forza al centro il tema della sicurezza e dell’efficacia delle misure di prevenzione. «La nostra attenzione sulle morti sul lavoro è sempre stata alta. In tutti i tavoli ai quali abbiamo partecipato abbiamo chiesto con forza di rafforzare la prevenzione, la formazione, i controlli e la sicurezza. Eppure continuiamo, purtroppo, a contare vittime. Questo significa che dobbiamo interrogarci con serietà sull’efficacia del sistema e, soprattutto, sulla qualità dei controlli. Non basta ribadire ogni volta l’importanza della sicurezza: bisogna individuare le criticità e intervenire laddove le misure adottate non sono sufficienti». Per Palumbo, la sicurezza deve tradursi in azioni concrete e quotidiane. «Servono prevenzione e formazione adeguate, ma anche controlli puntuali e realmente capaci di incidere sulle condizioni di lavoro. La sicurezza non può essere affidata alle buone intenzioni né diventare oggetto di trattative: deve rappresentare una priorità assoluta, da garantire con inflessibilità ogni giorno e in ogni luogo di lavoro». «Non possiamo rassegnarci all’idea che una persona possa uscire di casa per lavorare e non farvi più ritorno. Ogni morte sul lavoro ci impone di fermarci, comprendere cosa sia accaduto e intervenire affinché non si ripeta. Oggi lo dobbiamo ad Antonio, alla sua famiglia e a tutti quei lavoratori che ogni giorno affidano al proprio lavoro una parte della propria vita». Alla vicinanza della Cisal Caserta si aggiungono le espressioni di cordoglio e solidarietà degli storici  rappresentanti Mauro Naddei per il Comune di Maddaloni e Luca Tortora per il Comune di Marcianise, che si stringono alla famiglia di Antonio e alle comunità profondamente colpite da questa drammatica perdita.