Salerno

“Il futuro è adesso”. La battuta arriva citando Claudio Baglioni. Serse Cosmi analizza il momento della sua Salernitana e lo fa con gli occhi pieni densi di veleno. Li nasconde come al suo solito dietro gli occhiali ma i 90’ di Crotone hanno lasciato sensazioni troppe brutte. Un esame toppato e quei fantasmi che ora riaffiorano. Perché il secondo ko stagionale evidenzia anche i nove punti in sette gare, un rendimento non sufficiente per poter volare alto.

Faccia a faccia

Poche parole alla squadra nell’immediato post-gara, poi il ciclo di interviste intervallato da un faccia a faccia con l’amministratore delegato Umberto Pagano. Insieme al direttore operativo Gennaro Alfano lungo colloquio prima e durante la partita. Poi il bilancio di fine gara con l’allenatore prima di ultimare le opportunità e ritornare a Salerno. La classifica è deficitaria, non da squadra di vertice. E le sfide con Bari e Casarano rischiano di essere già spartiacque.

Il richiamo

Il veleno è tutto per una Salernitana spenta, senza mordente, senza cattiveria, incapace di dominare la partita dopo un’ora in superiorità numerica: “L’errore è uno: bisogna giocare con rabbia agonistica. Essere la Salernitana non fa vincere le partite: si vince mettendo il sudore che serve. L’atteggiamento è stato fondamentale, poi tutto il resto è stato una conseguenza. Non è stato in linea con quello che dovrebbe essere l’atteggiamento della Salernitana. Dovevamo adeguarci alle condizioni e non l’abbiamo fatto. Da lunedì si ricomincia, bisogna capire gli errori. Avevo avvisato i mei uomini che sarebbe potuta essere una partita trappola. Se non stai attento vai in sofferenza. Se la squadra non ha capito la colpa è mia, che ho parlato ma non sono riuscito ad entrare nelle teste dei calciatori“.