Ci sono sere in cui il tempo sembra fermarsi, e le antiche pietre diventano anima. È quello che si è vissuto nella meravigliosa cornice del Teatro Romano di Benevento, dove le note immortali de "La Traviata" di Giuseppe Verdi hanno letteralmente rapito il cuore del pubblico. Un trionfo assoluto per la sesta edizione di "Lirica al Teatro Romano", un appuntamento ancora più struggente nel ricordo del 125° anniversario della scomparsa del Cigno di Busseto.
Sotto la guida del direttore artistico Ferdinando Creta, che ha sottolineato anche il grande lavoro svolto in questi anni dal maestro Leonardo Quadrini, il Teatro Romano di Benevento è diventato lo scrigno segreto di un amore tragico e sublime, avvolgendo gli spettatori in un'atmosfera di pura poesia visiva e sonora.
Il maestro - concertatore Veaceslav Quadrini Ceaicovschi ha diretto l'Orchestra Internazionale della Campania con un'intensità vibrante, capace di far risuonare ogni sussulto, ogni lacrima e gioia della partitura. L'unione straordinaria dei cori G. Verdi di Roma e Opera Festival Bitonto ha riempito la notte beneventana di una potenza vocale travolgente.
A rendere il quadro visivo un'opera d'arte in movimento è stata la regia di Alessio Rizzitiello, che ha sposato perfettamente la maestosità della pietra romana con le coreografie eteree e fluttuanti di Saveria Cotroneo, interpretate con grazia dal Balletto Cotroneo Danza.
Il dramma di Violetta ha preso vita e corpo grazie a un cast eccezionale, capace di emozionare fino a strappare qualche lacrima. Yao Bohui è stata una Violetta monumentale; la sua interpretazione ha tessuto un filo invisibile con il pubblico, passando dalla spensieratezza del primo atto al dolore dignitoso del finale, strappando applausi a scena aperta.
Accanto a lei, Vincenzo Maria Sarinelli ha dato voce a un Alfredo Germont appassionato e tormentato, la cui chimica sul palco ha reso vivo e palpabile ogni istante del loro amore impossibile. Alberto Zanetti, nei panni di Giorgio Germont, ha portato in scena tutta la severità e la successiva colpa del padre, con una presenza scenica fiera e al tempo stesso commovente.
Ogni tassello del mosaico è stato perfetto grazie al talento degli altri interpreti: la vibrante Flora di Orsola Russo, la dolce Annina di Federica D'Antonino, e le prove impeccabili di Guido Bernoni (Gastone), Paolo Gatti (Barone Douphol), Silvio Riccardi (Marchese d'Obigny), Nicola Cosimo Napoli (Dottore Grenvil), Andrea Di Gregorio (Giuseppe), Luca Renzetti (Domestico) e Cristian Alderete (Commissario).
Quando l'ultima nota è svanita nel silenzio della notte, il Teatro Romano è esploso in una standing ovation. Chi era presente non ha assistito semplicemente a un'opera lirica, ma ha condiviso un qualcosa di rara bellezza, dove l'arte di Verdi ha sconfitto il tempo, ancora una volta.
L'evento, promosso e finanziato dalla Regione Campania tramite Scabec, è stato realizzato in stretta sinergia con il Ministero della Cultura e la Direzione Regionale Musei Campania.
Note sotto le stelle: la magia della "Traviata" strega il Teatro Romano
Per il 125° anniversario della scomparsa del Cigno di Busseto
Redazione Ottopagine