Torna in libertà a distanza di circa 6 mesi l'ex dirigente comunale Gennaro Santamaria (avvocati Andrea De Longis ed Antonio Di Santo), arrestato il 30 marzo per una presunta concussione ai danni di un geometra, amministratore di una società di progettazione, dal quale avrebbe preteso 70mila euro per sbloccare alcune pratiche edilizie. Il gip Maria Amoruso ha infatti accolto la richiesta della Procura, sollecitata dai difensori, ed ha revocato gli arresti domiciliari ai quali Santamaria era sottoposto dal 19 maggio, quando aveva lasciato il carcere dopo aver collaborato con gli inquirenti.
Dichiarazioni le sue sulle quali il procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò ed il sostituto Maria Colucci, come anticipato da Ottopagine giovedì scorso, hanno chiesto al Gip la fissazione dell'incidente probatorio. Un appuntamento che servirà a cristallizzare le affermazioni di Santamaria anche attraverso le risposte che fornirà alle domande dei legali degli indagati. Sono complessivamente diciannove, tutti sono stati chiamati in causa dall'attività investigativa dei carabinieri, racchiusa nelle ipotesi di reato di concussione, corruzione, ricettazione, violazione della legge sul finanziamento ai partiti - nel caso di specie, nell'agosto 2024 per le spese elettorali di Noi di centro.
Nel mirino diverse pratiche presso l’ufficio urbanistico del Comune di Benevento, due procedure di conferimento di incarichi di verificatore e una di progettazione di opere pubbliche, tre procedure di affidamento in appalto per la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori, cinque procedure di co-progettazione relative al secondo settore per i servizi alla persona, nonché le procedure di affidamento di incarichi di progettazione per il risanamento del dissesto idrogeologico presso i Comuni di Ponte, Frasso Telesino, San Giorgio la Molara, Pietraroja e l’Ente Parco del Taburno. Infine, quattro assunzioni a Palazzo Mosti per le quali sarebbero state sborsate somme da 20 a 45mila euro.