Corruzione, caporalato ed emissione di fatture per operazioni inesistenti: sono i reati contestati nell'inchiesta della Guardia di Finanza di Napoli e della Procura partenopea sulle presunte irregolarità nella gestione degli appalti per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari.
Il gip di Napoli, su richiesta del pm Henry John Woodcock, ha disposto complessivamente 20 misure cautelari personali e interdittive nei confronti di imprenditori, pubblici ufficiali e dipendenti di società impegnate nei lavori.
Gli indagati complessivamente sono 49
Tra le persone destinatarie degli arresti domiciliari figurano Dante Salzillo, legale rappresentante e socio di Areco Campania, Raffaele Salzillo, di Areco, società riconducibile a lui e al fratello Dante, e Angelo Salzillo, socio di Areco.
Ai domiciliari anche Alessio De Luca, direttore del cantiere di Afragola di Nacav, consorzio impegnato nei lavori della tratta Napoli-Cancello; Alessandro Stabile, direttore di cantiere Webuild/Hirpinia AV-Basilicata; Gianfranco Fontana, responsabile e capo cantiere Nacav-Abruzzo; Alberto Sannino, socio e amministratore di fatto di Sannino Petroli; Domenico Di Lillo, indicato come intermediario nell'operazione per il trasferimento in Egitto di circa 300mila euro; Ali Salah Ali Abdelati, dipendente Areco e intermediario della manodopera, indicato dagli inquirenti come "caporale"; e Aristodemo Busillo, legale rappresentante di Hirpinia AV, in precedenza di Nacav.
Le presunte tangenti nascoste nei panettoni
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, denaro e altre utilità sarebbero stati utilizzati come contropartita per ottenere favori nella gestione delle commesse, nella contabilizzazione dei lavori e nei pagamenti.
Tra gli episodi contestati ci sono anche alcune consegne di denaro durante il periodo natalizio. Nel corso di un servizio di osservazione, i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli avrebbero trovato, all'interno di due box natalizi, 10mila e 4mila euro in contanti, nascosti tra panettoni e biscotti e destinati, secondo l'accusa, a soggetti coinvolti nella gestione delle commesse.
In un altro episodio viene contestato un bonifico da 18.300 euro, che sarebbe stato utilizzato in parte per pagare un appartamento a Roccaraso, in cambio – secondo l'ipotesi accusatoria – di un trattamento preferenziale nei pagamenti.
Sempre secondo gli investigatori, 5mila euro in contanti sarebbero stati trovati nella disponibilità di uno degli indagati. Il denaro sarebbe stato occultato anche all'interno di plichi consegnati insieme a confezioni di prodotti caseari. Su uno dei plichi sarebbe stata apposta la dicitura «Durc - regolarità contributiva», con l'obiettivo, secondo l'accusa, di dissimularne il contenuto.
Tra le altre utilità contestate figurano una Porsche Macan, vacanze, soggiorni, un trattore tagliaerba dal valore di 3.722 euro, l'assunzione di un familiare, un iPhone, cuffie Bluetooth e un'imbarcazione con skipper.
Nel quadro delle presunte regalie natalizie compaiono inoltre cinque orologi di pregio, per un valore complessivo di 19.900 euro.
Il calcestruzzo di scarsa qualità
Particolarmente rilevante, secondo il gip, è la contestazione relativa all'utilizzo, per una delle tratte interessate dai lavori, di calcestruzzo ritenuto di scarsa qualità. Una circostanza definita dal giudice di "straordinaria gravità".
Il gip ha inoltre disposto, su richiesta della Procura, il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione contestati nell'ambito dell'inchiesta.
Le altre misure cautelari
L'obbligo di dimora è stato disposto nei confronti di Maurizio Di Prima, dipendente Nacav; Salvatore Francesco Caruso, legale rappresentante Nacav; Antonio Donadio, procurement manager Webuild/Hirpinia AV; Giandomenico Colella, collaboratore di Dante Salzillo; e Maurizio Ferroni, direttore tecnico e project manager di Ghella S.p.A./Consorzio Telese.
Obbligo di dimora e sospensione per un anno sono stati disposti per Vincenzo Moriello, dipendente Seli Overseas e già legale rappresentante di Nacav, e Costantino Guidubaldi, addetto all'ufficio acquisti di Tunnelpro S.p.A./Consorzio Telese.
Infine, è stata disposta la sospensione per un anno per Piero Centonze, Alessandro Cupellini, entrambi dipendenti Nacav, e Francesco Cosentino, dipendente Hirpinia AV.
L'inchiesta è coordinata dalla Procura di Napoli e riguarda le presunte irregolarità nella gestione delle commesse relative alla realizzazione della linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari. Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso del procedimento e, per gli indagati, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.