Apri l'account facebook della Lega di B e ti ritrovi il fantastico gol di Tony Prisco alla Carrarese abbinato alla parola “Aura”. L'hai sentita qualche volta, l'hai letta sui social, magari senza soffermarti troppo, ma questa volta suscita maggiore curiosità perchè è collegata a quel gol di uno dei giallorossi più promettenti, ad un ragazzo che il calcio può proiettare in un futuro non troppo lontano in una dimensione oggi ancora sconosciuta.
Il commento è in spagnolo, la voce si chiede “Aura... Que es el Aura?”. E' così che scopriamo un significato che finalmente va oltre i numeri, scaccia chi vuole applicare la scienza al calcio. “Aura – spiega sempre la voce narrante – è un penalty di Panenka in una finale dell'Europeo, l'arte dell'arroganza, l'astuzia di segnare un gol con la mano in un Mondiale, l'abilità di calciare una “chilena” da 30 metri”. L'etimologia greco-latina del termine può aiutare a capire. L'Aura può essere un “soffio di vento”, una “brezza”, ma nel suo significato più mistico può indicare una “radiazione”, una sorta di “alone magico”.
Per il gol di Prisco vanno bene entrambi i significati. Uno, inconsciamente, l'ha dato lui stesso, dedicando la prodezza al nonno scomparso e aggiungendo che gli sarebbe piaciuto pensare che a spingere quel pallone in rete dopo aver colpito due volte il legno “fosse stato proprio un soffio del nonno da lassù”. L'altro appartiene ai grandi del calcio, quell'alone magico che avvolge un giocatore ispirato dalla “Dea Eupalla” (come la chiamava Gianni Brera), che può permettersi le prodezze più impensate e destinare la sfera alle traiettorie più impensate.
E' bello che un gol così importante per il Benevento e per il giovane giallorosso venga enfatizzato proprio dall'account della Lega, che esalta Andrea Silipo dell'Ascoli, autore di una doppietta all'Avellino, come “Player of the Week”, ma assegna a Tony Prisco “l'Aura” dei predestinati e ne celebra la prodezza così come merita.