ìL'immagine di Maricarmen Abascal, 87 anni e una disabilità riconosciuta, portata via in barella dalla casa di Madrid nella quale viveva da oltre settant'anni, ha trasformato un singolo sfratto nel simbolo della crisi abitativa spagnola. Sei giorni dopo quelle immagini, il governo di Pedro Sánchez ha approvato un pacchetto straordinario sulla casa destinato a cambiare le regole per milioni di inquilini.
Dopo una lunga trattativa tra il Partito socialista e Sumar, i due alleati dell'esecutivo di minoranza hanno trovato l'intesa su due distinti decreti legge. Dentro ci sono la proroga della protezione dagli sfratti per le persone vulnerabili fino al 2030, l'estensione dei contratti di locazione in scadenza, nuove regole sugli affitti temporanei e per stanze e misure contro gli acquisti immobiliari dei cosiddetti fondi avvoltoio.
L'approvazione del governo, tuttavia, non chiude la partita. I provvedimenti dovranno essere convalidati dal Congresso dei Deputati e proprio qui comincia la parte politicamente più difficile per Sánchez.
Due decreti per evitare una bocciatura
La scelta di dividere il pacchetto in due testi non è casuale. È il risultato del compromesso raggiunto tra Psoe e Sumar per provare a salvare almeno una parte delle misure qualora venissero meno alcuni dei voti parlamentari indispensabili alla maggioranza.
Il primo decreto contiene le norme considerate maggiormente in grado di raccogliere consensi. La protezione contro gli sfratti delle famiglie vulnerabili viene estesa fino al 2030, mentre per i contratti di affitto che scadono prima del 31 dicembre 2028 è prevista una proroga di due anni, alle condizioni stabilite dal provvedimento.
Il testo interviene anche sugli affitti temporanei e sulle locazioni delle singole stanze, uno dei settori cresciuti maggiormente negli ultimi anni e utilizzati in alcuni casi per aggirare le limitazioni previste per gli affitti residenziali ordinari.
Nel pacchetto compare inoltre il divieto, fino al 2028, di acquistare abitazioni per determinate società e fondi immobiliari interessati dalle nuove restrizioni.
Il nodo dei contratti a tempo indeterminato
Il secondo decreto contiene la misura politicamente più controversa: il meccanismo di rinnovo automatico dei contratti di locazione, destinato a rafforzare la stabilità degli inquilini.
È uno dei punti sui quali Sumar e il Sindacato degli Inquilini hanno esercitato maggiore pressione durante il negoziato. Ma è anche quello sul quale il governo dispone delle minori certezze parlamentari.
La maggioranza che sostiene Pedro Sánchez non dispone infatti da sola dei numeri necessari al Congresso. Il governo deve cercare, provvedimento dopo provvedimento, il sostegno delle forze che hanno consentito l'investitura del premier.
In questo caso le posizioni di Podemos e soprattutto di Junts per Catalunya rendono incerto il passaggio parlamentare. La separazione in due decreti permette così all'esecutivo di non legare il destino dell'intero pacchetto alla norma più contestata.
Maricarmen, il caso che ha incendiato la protesta
A imprimere un'accelerazione alla trattativa è stato il caso di Maricarmen Abascal. La donna viveva da 71 anni nello stesso appartamento nel quartiere madrileno del Retiro. Dopo una lunga controversia con la società proprietaria dell'immobile, il 23 settembre è stato eseguito lo sfratto.
Le immagini dell'anziana trasportata fuori dall'abitazione in barella, mentre centinaia di persone cercavano di impedire lo sgombero, hanno avuto un'enorme risonanza nel Paese.
La donna pagava un affitto legato al vecchio regime locativo. La nuova proprietà aveva chiesto un canone molto più elevato. Il contenzioso è proseguito per anni fino all'esecuzione dello sfratto.
Il caso ha assunto rapidamente una dimensione nazionale. Da una vicenda giudiziaria e immobiliare è diventato il detonatore di una protesta più ampia contro il costo delle abitazioni e la crescente difficoltà di trovare affitti accessibili nelle grandi città.
Le tende tornano a Puerta del Sol
La protesta si è concentrata nella Puerta del Sol, nel cuore di Madrid, dove centinaia di persone hanno montato tende e organizzato un presidio permanente.
La piazza che nel 2011 era diventata il simbolo del movimento degli Indignados è tornata così a riempirsi di accampamenti. Questa volta al centro della mobilitazione c'è soprattutto il diritto alla casa.
Il Sindacato degli Inquilini, tra i promotori della protesta, ha chiesto interventi strutturali sugli affitti e maggiori garanzie contro gli sfratti. Il caso di Maricarmen ha dato un volto concreto a una tensione sociale che da tempo attraversa il Paese, soprattutto nelle grandi aree urbane e nelle località sottoposte a una forte pressione turistica.
La mobilitazione non si è fermata con l'annuncio dell'accordo nel governo. Gli attivisti attendono ora di conoscere l'esito del voto parlamentare e l'effettiva applicazione delle misure.
Maricarmen potrà tornare nella sua casa
Intanto, sul piano personale, la vicenda dell'87enne ha registrato una svolta. Dopo giorni di trattative è stato raggiunto un accordo che dovrebbe consentire a Maricarmen Abascal di rientrare nell'appartamento del Retiro.
L'intesa con Urbagestión, la società proprietaria dell'immobile, prevede il ritorno a un canone di circa 500 euro mensili, comprese le spese, rispetto alla cifra molto più elevata richiesta nel contenzioso che aveva preceduto lo sfratto.
Il ritorno nell'appartamento assume inevitabilmente un forte valore simbolico per il movimento nato intorno alla sua vicenda. Ma non risolve il problema più ampio che ha portato centinaia di persone nelle strade della capitale.
La prova del Parlamento
Il passaggio decisivo arriverà ora al Congresso dei Deputati. Il governo ha chiesto una sessione straordinaria per venerdì, quando i decreti saranno sottoposti alla prova dei numeri.
Per Pedro Sánchez è anche un nuovo test sulla tenuta della complessa maggioranza parlamentare che sostiene l'esecutivo. Psoe e Sumar hanno raggiunto il compromesso all'interno del governo, ma dovranno ora convincere gli alleati esterni.
La crisi della casa si conferma così uno dei principali terreni di confronto politico e sociale della Spagna. Lo sfratto di una donna di 87 anni ha accelerato un negoziato che procedeva da mesi e ha costretto il governo a intervenire. Ma soltanto il voto del Parlamento stabilirà quali parti del «decreto Maricarmen» entreranno definitivamente nell'ordinamento e quali, invece, resteranno fuori.