Alexandria Ocasio-Cortez non sceglie il centro. Almeno non a Ithaca, dove davanti a una platea composta soprattutto da studenti universitari la deputata democratica di New York rilancia alcune delle battaglie che l'hanno resa il volto più riconoscibile della sinistra americana.

Il titolo dell'incontro non lascia molti margini all'interpretazione: “Students vs. Billionaires”, studenti contro miliardari. Sul palco Ocasio-Cortez mette insieme disuguaglianza economica, immigrazione, potere delle grandi società tecnologiche, intelligenza artificiale, data center e accesso all'università.

Il filo politico è quello che accompagna la deputata fin dalla sua prima elezione al Congresso: il conflitto tra una concentrazione crescente della ricchezza e la condizione economica della classe media e dei lavoratori americani.

«Tutto questo non viene organizzato per caso», dice alla platea. Secondo Ocasio-Cortez, dietro le trasformazioni in corso negli Stati Uniti esiste «un'élite ricca che ha dichiarato una guerra di classe contro i lavoratori americani». È la formula più netta di un discorso che guarda alle elezioni di medio termine del 2026, ma inevitabilmente anche al suo futuro politico.

Il tour fuori da Bronx e Queens

La tappa di Ithaca fa parte di un giro più ampio nell'Upstate New York che comprende anche Buffalo e Syracuse. Ufficialmente l'obiettivo è mobilitare gli elettori democratici in vista delle elezioni di medio termine.

Politicamente, però, il viaggio viene osservato anche per un'altra ragione. Ocasio-Cortez rappresenta un distretto che comprende parti del Bronx e del Queens, mentre questo tour la porta davanti a un elettorato molto diverso dalla sua base tradizionale.

La deputata sta valutando le proprie scelte per il 2028. Tra le possibilità discusse pubblicamente ci sono una candidatura al Senato nello Stato di New York oppure una corsa alla presidenza. Non ha ancora annunciato nessuna delle due.

Il tour nell'Upstate viene quindi letto anche come un'occasione per misurare la capacità di parlare a elettori al di fuori della sua roccaforte politica. La stessa Ocasio-Cortez ha indicato che una decisione sul proprio futuro arriverà dopo le elezioni di medio termine.

«Abolire l'Ice»

A Ithaca la deputata torna senza esitazioni su una delle sue posizioni più note: l'abolizione dell'Immigration and Customs Enforcement, l'agenzia federale che applica una parte centrale delle politiche sull'immigrazione.

Ocasio-Cortez lega la sua opposizione all'Ice anche all'utilizzo delle nuove tecnologie di sorveglianza, citando riconoscimento facciale, raccolta dei dati e strumenti sviluppati da società private come Palantir.

È una posizione che la colloca chiaramente nell'ala progressista del Partito democratico. Il messaggio di Ithaca non suggerisce quindi un abbandono delle sue principali battaglie ideologiche in vista di un'eventuale candidatura a una carica superiore.

Nel suo programma restano anche la sanità universale e una maggiore presenza dello Stato nell'accesso ai servizi essenziali. Tra le proposte richiamate durante il tour figura inoltre l'università pubblica senza tasse di iscrizione, pensata anche come strumento per esercitare pressione sui costi sempre più elevati degli atenei privati.

La battaglia contro i data center

Una parte significativa del discorso riguarda il potere delle grandi aziende tecnologiche e l'espansione dei data center.

Ocasio-Cortez collega lo sviluppo dell'intelligenza artificiale alla crescente domanda di energia, acqua e infrastrutture necessarie per alimentare enormi centri di elaborazione. La deputata sostiene la necessità di impedire che i costi ambientali ed energetici di questa espansione vengano trasferiti sulle comunità locali.

La critica si estende al modello economico dell'intelligenza artificiale. Secondo Ocasio-Cortez, l'addestramento dei grandi modelli su enormi quantità di articoli, libri e altre opere senza una remunerazione adeguata degli autori rappresenta una gigantesca appropriazione di proprietà intellettuale.

Nel mirino entra anche Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, citato dalla deputata mentre contesta l'idea che l'intelligenza artificiale possa trasformarsi in un'infrastruttura di uso quotidiano paragonabile all'elettricità.

La sua tesi politica è che il problema non riguardi soltanto la tecnologia, ma chi possiede gli strumenti, i dati e le infrastrutture attraverso cui viene sviluppata.

L'attacco alla cultura della sorveglianza

Il tema dei dati diventa nel discorso una questione di potere.

Ocasio-Cortez sostiene che le grandi piattaforme digitali abbiano costruito un sistema economico nel quale gli utenti diventano contemporaneamente consumatori e materia prima. Algoritmi e profilazione, nella sua ricostruzione, non servono soltanto a vendere prodotti ma finiscono per condizionare l'informazione e accentuare le divisioni sociali.

La risposta proposta è politica e organizzativa. La deputata invita i giovani a recuperare forme di partecipazione diretta, sindacalizzazione e mobilitazione collettiva, contrapponendo l'organizzazione fisica delle persone alla capacità delle piattaforme di indirizzare il comportamento online.

È una versione aggiornata del linguaggio che Bernie Sanders, suo principale riferimento nella sinistra americana, ha utilizzato per anni contro quella che definisce oligarchia economica.

Il caso Cornell

Il passaggio più legato alla realtà di Ithaca riguarda invece la Cornell University.

Ocasio-Cortez ha attaccato duramente l'ateneo per la gestione di un caso di presunta violenza sessuale del 2024. Una ex studentessa sostiene in una causa civile di essere stata drogata e violentata da sette uomini appartenenti a una confraternita.

La vicenda è ancora oggetto di accertamenti e le accuse non equivalgono a responsabilità penali accertate. Il procuratore della contea di Tompkins ha riaperto l'indagine e ha annunciato l'intenzione di sottoporre il caso a un grand jury.

Cornell contesta la rappresentazione secondo cui avrebbe reagito con semplici provvedimenti simbolici. L'università afferma di avere condotto un procedimento interno completo, con espulsioni, sospensioni e la chiusura della confraternita coinvolta.

Ocasio-Cortez ha comunque utilizzato il caso per denunciare quella che considera una cultura istituzionale incapace di tutelare adeguatamente le vittime di violenza sessuale.

Le parole sulla Palestina prima del suo intervento

La manifestazione ha avuto anche un momento controverso prima dell'arrivo della deputata sul palco.

Esponenti studenteschi hanno intonato slogan filopalestinesi, compreso “from the river to the sea”, espressione sulla quale esistono interpretazioni fortemente contrapposte. Per alcuni movimenti palestinesi indica la richiesta di uguaglianza e liberazione sull'intero territorio; organizzazioni ebraiche e numerosi esponenti politici la considerano invece una negazione del diritto di Israele a esistere come Stato ebraico.

Sono state pronunciate anche parole a sostegno dell'“intifada degli studenti”. Gli slogan sono arrivati dagli attivisti che hanno introdotto l'evento e non vanno attribuiti direttamente a Ocasio-Cortez.

La scelta del 2028

Dietro la tappa di Ithaca resta infine la domanda sul futuro della deputata.

Un'eventuale candidatura al Senato potrebbe portarla a confrontarsi con gli equilibri interni del Partito democratico di New York. Una candidatura presidenziale la proietterebbe invece in una competizione nazionale nella quale il rapporto tra l'ala progressista e quella moderata del partito sarebbe inevitabilmente uno dei temi centrali.

Per ora non esiste una candidatura ufficiale.

Il dato politico che emerge dal tour è un altro: Ocasio-Cortez sta ampliando il proprio raggio d'azione geografico senza abbandonare l'identità che l'ha portata al Congresso. A Ithaca non ha presentato una piattaforma costruita per spostarsi verso il centro. Ha riproposto sanità universale, abolizione dell'Ice, università pubblica gratuita, critica dei miliardari e restrizioni ai data center.

Se questo linguaggio diventerà la base di una campagna per il Senato, per la Casa Bianca o resterà lo strumento con cui mobilitare l'ala progressista dei Democratici è una scelta che Ocasio-Cortez deve ancora compiere.