Benevento

In occasione della Domenica di Carta, l'appuntamento annuale promosso dal Ministero della Cultura per valorizzare l'immenso patrimonio documentario e librario custodito in Italia, l’Archivio di Stato di Benevento apre eccezionalmente al pubblico uno degli spazi più suggestivi e ricchi di storia della propria sede: la scala monumentale dell’ex Biblioteca Pacca.
 
Domenica 4 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 i visitatori avranno l’opportunità di percorrere i gradini che conducono all’ampio salone che, nel Settecento, ospitò la prima biblioteca pubblica della città, istituita e resa attiva dall’arcivescovo cardinale Francesco Pacca tra il 1753 e il 1755.

La storica sede della Biblioteca Pacca, restaurata negli anni Settanta del Novecento, è oggi adibita a sala conferenze dell’Archivio di Stato, ma conserva ancora il valore e il fascino di un’importante istituzione culturale beneventana.

Nel corso dell’apertura straordinaria sarà possibile ammirare anche un documento di particolare interesse storico: l’atto rogato nel 1753 dal notaio Carmine Ventura, con il quale l’arcivescovo sottoscrisse una Donatio librorum in favore della città di Benevento, l’atto che sancì la nascita della biblioteca.

L’iniziativa sarà arricchita dalla possibilità di visitare la mostra “Ciò che resta. Memorie di architetture perdute e recuperate a Benevento”, un percorso che, attraverso disegni, piante e documenti storici, invita a riscoprire edifici scomparsi o profondamente modificati nel tempo e a conoscere alcuni significativi interventi di recupero che hanno interessato beni e spazi monumentali rappresentativi della città.

La Domenica di Carta diventa così un’occasione per entrare in uno spazio normalmente non aperto alla visita e, attraverso documenti, architetture e testimonianze d’archivio, riscoprire una parte significativa della storia culturale e urbana di Benevento.

L’accesso diretto al portone e alla scala dell’ex Biblioteca Pacca si trova in via arc. Francesco Pacca. Altrimenti è possibile raggiungerla dall’ingresso principale dell’Archivio in via G. De Vita, n. 3.