I consiglieri di opposizione del Partito Democratico: Floriana Fioretti, Maria Letizia Varricchio, Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Luigi Diego Perifano e Angelo Miceli di Città Aperta, Giovanna Megna (AVS), Angelo Moretti (Civico 22) e Vincenzo Sguera (Civici e Riformisti) annunciano lo stop alla partecipazione alle commissioni consiliari e alle conferenze dei capigruppo.
È questa la scelta annunciata da Floriana Fioretti, capogruppo Pd in Consiglio Comunale, nell’incontro promosso oggi dal Partito Democratico di Benevento, dal titolo “La gravità politica dei fatti e la richiesta di un’assunzione di responsabilità”.
La protesta passa dunque dai lavori del Consiglio comunale.
Una decisione definita da Fioretti come una “protesta concreta”, assunta dopo l’inchiesta giudiziaria in corso e alla luce, secondo l’opposizione, di una serie di criticità già sollevate negli anni sulla gestione della macchina comunale.
Ma è stata segretaria cittadina Rosa Razzano a ribadire la posizione del partito “la presunzione di innocenza vale per tutti e spetta alla magistratura accertare eventuali responsabilità penali, ma l’inchiesta pone anche una questione distinta, quella della responsabilità politica e della credibilità delle istituzioni”.
In buona sostanza Il PD contesta in particolare il sistema delle nomine fiduciarie e quella che considera una eccessiva sovrapposizione tra politica e amministrazione. Da qui la richiesta al sindaco di un “segnale di discontinuità”.
Sulla stessa linea i Giovani Democratici. Stefano Orlacchio ha collegato la richiesta di dimissioni anche alla valutazione sull’operato dell’amministrazione, citando tra le criticità mensa, parcheggi, opere PNRR, calo demografico e difficoltà dei giovani.
Poi l'annuncio della Fioretti che sarà cristallizzato in un documento: “Dall’inchiesta in corso esce un quadro a tinte fosche – ha detto la capogruppo del PD – ma al di là del tema giudiziario c’è un tema politico di responsabilità e di onorabilità delle istituzioni”. Fioretti ha ricordato le iniziative di controllo portate avanti dall’opposizione su diversi settori, dall’urbanistica ai servizi sociali, sostenendo che proprio da queste vicende sia maturata la scelta di interrompere la partecipazione alle commissioni.
Nel mirino anche la gestione politica della vicenda relativa alle dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale, Renato Parente, tra gli indagati. Per il PD, sarebbero dovute essere presentate in Consiglio comunale e non durante una riunione di maggioranza.
Dunque la scelta di non partecipare alle commissioni e alle conferenze dei capigruppo rappresenta ora il primo atto concreto annunciato dall’opposizione, mentre il confronto politico a Palazzo Mosti si prepara a entrare in una nuova fase.