Benevento

In tutto 160mila euro. Soldi che nel giro di tre anni sarebbero stati riversati alla politica. Lo sostiene l'ex dirigente comunale Gennaro Santamaria che lo scorso 28 settembre è tornato in libertà dopo circa sei mesi trascorsi in carcere e ai domiciliari, dopo essere stato arrestato dai carabinieri, il 30 marzo, per una presunta concussione ai danni di un geometra, amministratore di una società di progettazione, dal quale avrebbe preteso  70mila euro per sbloccare alcune pratiche edilizie.

Assistito dagli avvocati Andrea De Longis e Antonio Di Santo, Santamaria lo fa nel corso di uno degli interrogatori sostenuti dopo la scelta di collaborare con la Procura ed i carabinieri. Il suo racconto rimanda agli anni che vanno dal 2022 al 2025, quando 110mila euro, il 70% dell'importo complessivo, sarebbero stati usati per le spese elettorali in occasione delle elezioni, politiche e regionali; il resto, invece, per iniziative ed incontri.

Si tratta di un dato che, come gli altri che riempiono l'inchiesta su lavori, appalti, incarichi ed assunzioni a Palazzo Mosti, attende di essere verificato nel corso dell'incidente probatorio chiesto dal procuratore aggiunto Gianfranco Scarfà e dal sostituto Maria Colucci. La fissazione, affidata al gip Maria Amoruso, sarebbe imminente, con l'indicazione della prima data – se il giudice accoglierà la richiesta – di un appuntamento nel corso del quale le dichiarazioni di Santamaria saranno cristlizzate dopo il contraddittorio delle parti; anche rispondendo, cioè, alle domande dei legali degli indagati.

Come anticipato da Ottopagine, sono diciannove: dirigenti, funzionari e amministartori del Comune di Benevento, un ex dirigente della Regione Campania, imprenditori, tecnici e due sindaci della provincia. Le ipotesi di reato vanno a vario titolo dalla concussione alla corruzione, dalla ricettazione alla violazione della legge sul finanziamento ai partiti. Un capitolo, quest'ultimo nel quale sono contestati 50mila euro che risalgono all'agosto 2024.