Domenica 4 ottobre, alla Dogana Aragonese, a Flumeri, alle ore 18.00 si terrà l’assemblea pubblica indetta da Uniagri con il presidente Antonello Nudo, aperta a tutti i cittadini, per discutere della situazione sempre più difficile che sta interessando il mondo agricolo.
Carburante, energia, fertilizzanti, materie prime e mezzi tecnici hanno raggiunto livelli di costo che mettono sempre più sotto pressione la redditività delle aziende agricole. Le tensioni sui mercati energetici e dei fertilizzanti sono oggi considerate anche a livello internazionale un fattore di rischio per la produzione agricola futura.
Ma c’è un aspetto che riguarda tutti, non soltanto gli agricoltori. A rischiare, domani, sono anche i consumatori e le famiglie.
Perché se produrre diventa economicamente insostenibile, sempre più aziende saranno costrette a ridurre gli investimenti, diminuire le produzioni o abbandonare l’attività.
E quando la produzione agricola italiana diminuisce, aumenta la dipendenza dalle importazioni e diventa più difficile garantire sulle nostre tavole prodotti genuini, controllabili e realmente legati al nostro territorio.
"Non è soltanto una battaglia per difendere il reddito degli agricoltori. È una battaglia per difendere il diritto delle famiglie a trovare domani sulle proprie tavole cibo di qualità, sicuro e prodotto da un’agricoltura che possa continuare ad esistere.
Le più recenti analisi internazionali non parlano di un’imminente “zero scorte” generalizzato, ma evidenziano chiaramente che i sistemi agroalimentari sono esposti a rischi crescenti: cambiamenti climatici, eventi meteorologici, aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti, conflitti e tensioni commerciali possono avere conseguenze rapide sulla produzione e sull’accesso al cibo.
Per questo l’allarme va preso sul serio oggi, prima che le conseguenze ricadano domani sulle famiglie.
Se produrre non è più sostenibile, chi garantirà il cibo domani? Oggi il problema è già davanti ai nostri occhi.
In molte aziende si arriva alla nuova campagna con sempre meno liquidità disponibile. I campi devono essere preparati per le nuove semine di cereali e foraggi, ma affrontare aratura, lavorazioni, sementi, concimi, carburante e tutti gli altri costi necessari richiede risorse che molte aziende fanno sempre più fatica a reperire".
Aziende in difficoltà, trattori che rischiano di rimanere fermi e agricoltori che si chiedono con quali risorse affrontare la nuova campagna di semina.
Non è soltanto una difficoltà economica dell’imprenditore agricolo: è un problema che può trasformarsi in una difficoltà di approvvigionamento per tutti.
La stessa Regione Campania ha riconosciuto nel 2026 l’esistenza di maggiori costi di produzione per numerose aziende agricole e ha adottato misure straordinarie sul gasolio agricolo in relazione alle difficoltà produttive e climatiche.
"Se oggi un agricoltore non riesce a seminare, domani quel prodotto semplicemente non ci sarà.
Ed è questo il punto che vogliamo portare all’attenzione di tutti: agricoltori, istituzioni e soprattutto cittadini.
Perché a rischio non c’è soltanto il futuro delle nostre aziende. A rischio c’è la possibilità di continuare a trovare sulle tavole delle famiglie prodotti agricoli italiani, genuini e di qualità".
Il presidente Antonello Nudo non ha dubbi:
"Trattori fermi oggi, campi vuoti domani. Se l'agricoltore non può seminare, il consumatore non potrà raccogliere".
L’Assemblea del 4 ottobre vuole essere un momento di confronto e di mobilitazione, aperto non solo agli agricoltori e agli operatori del settore, ma a tutti i cittadini, perché il futuro dell’agricoltura riguarda l’intera comunità.