Avellino

di Paola Iandolo 

Il pool di consulenti che verranno nominati dalla Procura di Avellino dovranno stabilire se vi è un nesso di causalità dell'evento morte: un legame di causa ed effetto che collega una condotta umana al decesso della 32enne Giovanna Lo Chiatto, infermiera a Roma e al nono mese di gravidanza. Sarà passato al setaccio tutto il percorso della sua gravidanza, le analisi effettuate durante la gestazione, l'anamnesi della giovane e infine i soccorsi allertati dal compagno dopo il suo malore. Sotto la lente d'ingrandimento anche la tempistica dell'arrivo dell'ambulanza. Solo se vi dovesse un legame tra condotta umana e il decesso si potrà attribuire la responsabilità penale o civile della morte della donna. In parole semplice il medico legale che sarà di qui a breve individuato dalla procura insieme agli altri esperti di parte che lo affiancheranno nell'autopsia sono chiamati a stabilire se la morte di Giovanna poteva essere prevista in base al quadro clinico della giovane o se è stata una tragica fatalità che non poteva essere evitata in alcun modo. Risposte che gli stessi consulenti che saranno nominati dai familiari di Giovanna Lo Chiatto - rappresentati dagli avvocati Innocenzo Massaro e Livio Liguori - cercheranno di dare ai congiunti della 32enne. 

Le prime audizioni 

In vista delle prime acquisizioni che faranno gli inquirenti guidati dal pm Italo De Felice, ieri sono stati ascoltati i familiari della 32enne deceduta per comprendere se Giovanna avesse lamentato nei giorni precedenti al decesso, dei malori, se fosse o meno affetta da qualche patologia e se in gravidanza seguisse una terapia specifica. I congiunti della giovane sono stati ascoltati a sommarie informazioni testimoniali dai Carabinieri della Stazione di Mercogliano, sia il compagno che i genitori.