Undici date. Le ha fissate il gip Maria Amoruso per l'incidente probatorio chiesto dal procuratore Gianfranco Scarfò e dal sostituto Maria Colucci nell'inchiesta dei carabinieri che lo scorso 30 marzo ha portato all'arresto dell'ormai ex dirigente comunale Gennaro Santamaria, da qualche giorno tornato in libertà, per una presunta concussione ai danni di un geometra, amministratore di una società di progettazione, dal quale avrebbe preteso 70mila euro per sbloccare alcune pratiche edilizie.
Si inizia il 3 novembre, si prosegue il 5 – 6- 10 -17- 18 -19- 24– 25- 26 e 27 novembre: singoli appuntamenti sui vari capi di incolpazione - si parte con la discarica di Piano Borea-, nel corso dei quali Santamaria (avvocati Andrea De Longis e Antonio Di Santo), dovrà rispondere anche alle domande, sulle circostanze fin qui riferite solo agli inquirenti, dei difensori dei 19 indagati.
Si tratta, oltre che dello stesso Santamaria, di Maria Antonella Matticoli, di Isernia, Antonella Moretti, Maurizio Pepe, Maurizio Perlingieri, Vincenzo Rosiello, di Benevento, Vincenzo Caretti, di San Giorgio La Molara, Lorenzo Iannotti, di San Lorenzo Mggiore, Nascenzio Iannace, di San Leucio del Sannio, Giorgio Saginario, di Benevento, Antonio Caporaso, di Ponte, Pio Minicozzi, di Benevento, Antonio Iannella, di Torrecuso, Domenco D'Agostino, di Limatola, Giovanni D'Occhio, di Torrecuso, Renato Parente, di Benevento, Raffaele Basso, di Napoli, Paolo Papapietro, di Tricarico, Romeo Melillo, di Montesarchio. Sono amministratori, funzionari, dipendenti del Comune di Benevento, tecnici ed imprenditori, due sindaci della provincia, assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Giuseppe Sauchella, Sergio Rando Vincenzo Regardi, Angelo Leone, Roberto Prozzo (per Pepe, che con la sua denuncia aveva innescato l'indagine su Santamaria), Antonio Leone, Mariano Prencipe, Gerardo Giorgione, Mauro Carrozzini.
Le ipotesi di reato, a vario titolo, vanno dalla concussione alla corruzione, dalla ricettazione alla violazione della legge sul finanziamento ai partiti.