Qualunque indicazione assume un valore inestimabile in un'amichevole. Floro Flores ne ha tratte a piene mani nel test dello Stirpe che aveva fortemente voluto per misurarsi contro una squadra di categoria, anche superiore. A molti il primo tempo ha fatto storcere il muso. Il Benevento è parso sorpreso, soprattutto a centrocampo dove il Frosinone giocava uomo contro uomo, accentuando al massimo l'aggressività sul portatore di palla. Così l'azione avvolgente della strega è parsa estremamente lenta e poco incisiva. Anche queste sono indicazioni di cui far tesoro.
I gol ciociari però sono arrivati da due situazioni che si possono aggiustare ed estranee alla tattica. Difesa abbastanza ferma sulla prima segnatura, Esposito distratto sul tiro da fermo di Jack Calò, che contro i suoi ex compagni segna sempre. Considerazione banale: se questi difetti emergono in una partita in cui il risultato non ha alcun valore, allora ben vengano. Ci sarà il tempo e il modo per porvi rimedio.
In tre fuori dall'incubo
E' l'aspetto più lieto del pomeriggio. Dopo aver lavorato a testa bassa per oltre un mese, i tre “lungo-degenti” hanno rimesso i loro piedi sul campo di gioco in un test probante. Romano aveva giocato anche giovedì a San Marco e il ragazzo ha dimostrato tutta la sua meravigliosa esuberanza dovuta ad un fisico invidiabile e a quei 21 anni che sono una dote inestimabile per chi li ha. L'attesa era ovviamente per Simone Verdi e Pierluigi Simonetti. L'ex Bologna e Napoli si è presentato in campo tirato a lucido, nessuna traccia della distrazione alla pianta del piede, svanito in un attimo anche il fantasma di quella fascite plantare che tanti avevano temuto senza neanche conoscerla. Verdi non ha smarrito le sue virtù calcistiche, vede il gioco come nessuno e sventaglia il pallone anche a trenta metri di distanza con improvvisi cambi di gioco. Ma il fantasista di Broni ha fatto di più: ha visto lo spazio giusto per scoccare uno dei suoi dardi, ha caricato il sinistro e ha fatto secco Desplanches. A tanti saranno fischiate le orecchie, altri hanno incrociato le dita. Un Verdi così serve come il pane alla squadra giallorossa, è il valore aggiunto che serve a Floro Flores per aver ragione di avversari blindati e difficili da battere. Una bella notizia arriva anche da Pierluigi Simonetti. Lui deve consumare sette mesi di ruggine e forse è quello più lontano dalla sua condizione migliore. Ma è sulla strada buona, la mente è già sintonizzata sulle cose che vuole il tecnico e mette il piede in ogni situazione. Ha finito un po' a corto di fiato, ma sarebbe stato strano il contrario.
Ora la squadra giallorossa tira il fiato prima della settimana che porterà alla sfida col Cesena. Due giorni di completo riposo, sabato e domenica. Si riprende lunedì, alle 10,30 del mattino.