Quattro colpi esplosi a bruciapelo nel cuore della sera, tra l’incrocio di via Luigi Serio e via Antonio Toscano, a pochi passi dalla trafficata via Amerigo Vespucci e dai locali frequentati del quartiere. È in questo scenario che si è consumato l'ultimo capitolo della faida di camorra che torna a insanguinare l'area tra la Stazione Centrale e le Case Nuove. Nel mirino del commando è finito il trentunenne Emanuele Pistone, pregiudicato della zona e volto già noto agli archivi delle forze dell’ordine. la vittima, soccorsa e trasportata d'urgenza all'ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, è ricoverata in condizioni critiche e con prognosi riservata, pur non essendo al momento ritenuta in imminente pericolo di vita.
La dinamica dell'agguato: 4 colpi e la corsa al Pellegrini
L'allarme è scattato intorno alle 22. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli agenti del commissariato Vicaria-Mercato e dall'Ufficio Prevenzione Generale, i sicari hanno intercettato Pistone nei pressi di un noto punto di ritrovo del quartiere. L'azione è stata fulminea e spietata: quattro proiettili lo hanno raggiunto a entrambe le gambe, a una spalla e a una natica, quest'ultima ferita probabilmente rimediata durante un disperato tentativo di fuga.
Sul luogo dell'imboscata la Scientifica ha repertato quattro bossoli. I contorni dell'attacco non lasciano dubbi agli investigatori della Squadra Mobile di Napoli: non si è trattato di un avvertimento, ma di un agguato pianificato per uccidere.
La pista investigativa e l'ombra della faida tra clan
La figura di Emanuele Pistone è considerata centrale negli equilibri criminali dell'area di piazza Mercato e delle Case Nuove. Il 31enne era stato legato in passato alla paranza dei fratelli Del Re - noti alle cronache giudiziarie per il drammatico ferimento della piccola Noemi in piazza Nazionale nel 2019 - e negli ultimi tempi avrebbe assunto il ruolo di emergente capozona. Gli inquirenti stanno focalizzando le indagini su una possibile recrudescenza dello scontro tra i gruppi egemoni della zona. Le tensioni si concentrano sulla storica contrapposizione tra il cartello Mazzarella-Caldarelli-Papi e le frange dei "ribelli" del gruppo Marigliano, in passato alleati e poi entrati in rotta di collisione anche con il clan Contini.
Caccia ai killer: l'analisi dei filmati delle telecamere
A fare da preoccupante prologo all'attacco di ieri sera c'era già stata una "stesa" registrata nella notte di giovedì a pochissima distanza dal luogo dell'agguato. Un segnale di tensione palpabile, coinciso proprio con il recente ritorno di Pistone nel quartiere, che potrebbe aver alterato un equilibrio criminale già precario.
Con i testimoni sul posto dileguatisi immediatamente dopo gli spari, l'attenzione della Polizia di Stato si concentra ora sui sistemi di videosorveglianza pubblici e privati presenti tra via Serio e via Vespucci. I filmati potrebbero fornire elementi decisivi per identificare i componenti del commando e ricostruire la via di fuga usata dai killer.