Quindici

di Paola Iandolo 

Tentativo di riorganizzazione del Clan Graziano: il Gip del Tribunale di Avellino Giulio Argenio non ha convalidato il decreto di fermo di indiziato di delitto della Dda di Napoli ed eseguito dai carabinieri nei confronti dei quattro indagati raggiunti dal provvedimento dell'Antimafia e ha applicato la misura cautelare in carcere per Fiore Graziano e Rodolfo Graziano difesi dagli avvocati Raffaele Bizzarro e Sabato Graziano. I due restano in carcere, ma per loro è stata esclusa dal gip la gravità indiziaria per il delitto di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Per il Gip del tribunale di Avellino, allo stato delle indagini - oltre alla circostanza delle estorsioni, per cui è stata riconosciuta l’agevolazione al clan Graziano, non ci sarebbe il tentativo di riorganizzazione del sodalizio criminale. Mancherebbero alcuni elementi titpici del clan, considerato anche il contributo occasionale degli altri due indagati. Infatti per E.R. e D.R. N. - difesi dagli avvocati Luana Manna e Gaetano Aufiero - il magistrato ha applicato la misura degli arresti domiciliari. 

La decisione

 Per il Gip Giulio Argenio, i due Graziano "hanno più volte reiterato la condotta criminosa in danno di diversi soggeti”. Ragionamento diverso per E.R e D.R.N che per la “facilità con cui gli stessi hanno accettato di farsi portatori di gravi richieste estorsive ai danni di soggetti a loro sconosciuti senza curarsi del rischio di essere attinti dalle investigazioni degli inquirenti” ma ha anche rilevato che “stante l’occasionalità del contributo fornito, si ritiene possibile superare la presunzione di adeguatezza della misura inframuraria e applicare la misura degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni”. Il Gip ha anche dichiarato l’incompetenza dei reati aggravati dall' agevolazione o metodo mafioso, a favore del Gip di Napoli.