Napoli

 L’ennesima drammatica morte sul lavoro scuote la provincia di Napoli e riaccende la protesta dei sindacati sulle condizioni di sicurezza nei cantieri e nei luoghi di produzione. La vittima è Salvatore Calignano, un operaio edile di 61 anni residente a Orta di Atella, trovato agonizzante e con gravi politraumi al margine di una strada a Caivano. Trasportato d’urgenza in ospedale in condizioni disperate, il lavoratore è deceduto dopo alcune ore di agonia.

Sulla vicenda indagano i Carabinieri della Compagnia di Caivano. Tra le ipotesi investigative al vaglio della Procura, si fa strada la pista dell'incidente sul lavoro tenuto nascosto, con l'ipotesi che l'operaio sia stato ferito gravemente in un cantiere e successivamente "scaricato" in strada per occultare la dinamica e le responsabilità dell'accaduto.

La posizione della Cgil: parte civile nel processo

A intervenire con duro sfogo e fermezza è il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci:

«La dignità delle persone è stata annullata fino alla crudeltà. Oggi proviamo un misto di rabbia e dolore per l'ennesima vita spezzata di un altro lavoratore strappato tragicamente alla sua famiglia. Anche se in questa fase non conosciamo ancora tutti i risvolti della vicenda, annunciamo sin da ora che ci costituiremo parte civile nel futuro processo. Lo dobbiamo alla vittima e ai suoi cari, affinché i responsabili siano individuati e le singole responsabilità accertate senza sconti. Se le prime notizie saranno confermate, ci troviamo di fronte ad aggravanti penali inaccettabili: lavoro nero, evasione delle leggi e totale assenza delle garanzie minime di sicurezza».

L'appello all'Esecutivo: «Serve un decreto d'urgenza»

Il vertice sindacale campano ha poi rivolto una precisa richiesta al Governo nazionale per contrastare quella che definisce una vera e propria emergenza criminale e sociale:

«Il Governo continua a non comprendere che non siamo più davanti a fatalità, ma nel campo del diritto penale e di fronte a veri e propri crimini. Per questa ragione, chiediamo con carattere d'urgenza ed eccezionalità un decreto legge che istituisca una Procura speciale dedicata ai reati sulla sicurezza del lavoro. Non c'è più tempo per i rinvii: la sicurezza deve diventare la priorità assoluta del Paese».

Mentre la magistratura dispone l'autopsia per fare luce sui traumi che hanno causato il decesso di Calignano, il mondo del lavoro torna a chiedere strumenti di contrasto e interventi giudiziari d'urgenza per fermare la strage dei "morti bianche" nel territorio napoletano.