Avellino

"Non ho abusato di lei". Lo ha ripetuto più volte davanti al giudice per le indagini preliminari il sessantenne avellinese S.L., finito agli arresti domiciliari con le accuse di violenza sessuale e stalking ai danni di una 23enne, barista.

L’uomo è stato interrogato per oltre due ore nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, alla presenza del suo difensore, l’avvocato Fabio Tulimiero, e ha respinto con decisione le accuse contestate dalla Procura. Al termine dell’udienza, il legale ha chiesto la sostituzione degli arresti domiciliari con una misura meno afflittiva, ovvero l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La decisione spetta ora al gip.

L’accusa: avrebbe approfittato della fragilità della giovane

Secondo la ricostruzione accusatoria, il sessantenne, presentatosi come una sorta di “guaritore”, avrebbe approfittato della condizione di fragilità emotiva della giovane, inducendola a subire atti sessuali.

La vittima, una 23enne che lavorava come barista in un locale del capoluogo, avrebbe trovato la forza di rivolgersi alle forze dell’ordine anche grazie al sostegno di un centro antiviolenza attivo in Irpinia.

L’indagine dei carabinieri avrebbe ricostruito una serie di episodi che, secondo l’accusa, sarebbero iniziati con la proposta dell’uomo di sottoporre la ragazza a una terapia finalizzata alla sua presunta guarigione fisica e spirituale.

Gli incontri in casa e le presunte avances

Secondo quanto denunciato dalla giovane, durante uno degli incontri l’uomo l’avrebbe invitata nella propria abitazione e fatta sdraiare sul letto. Qui, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe iniziato a sfiorarla nelle parti intime e sul seno.

«Vedi, lo stai facendo tu, io non sto facendo niente», sarebbe stata la frase pronunciata dal sessantenne in quella circostanza.

A distanza di alcuni giorni, la ragazza sarebbe tornata nuovamente nell’abitazione dell’uomo. Secondo l’accusa, in quell’occasione il sessantenne avrebbe indicato alla giovane una pistola che si trovava nel comodino, con l’obiettivo di intimorirla. Avrebbe inoltre minacciato di suicidarsi se lei non avesse assecondato le sue richieste.

Le minacce dopo la decisione della ragazza di interrompere i rapporti

La situazione sarebbe ulteriormente degenerata quando la 23enne avrebbe deciso di interrompere la frequentazione. Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe minacciato di utilizzare alcune registrazioni effettuate durante i loro incontri.

«Se non posso averti io, non ti deve avere nessuno, la tua relazione è finita», avrebbe detto alla giovane. E ancora: «Hai tre giorni di tempo: o stai con me e ti darò tutto quello che vuoi, oppure stai contro di me e la tua vita diventerà un inferno».

Frasi che, secondo la contestazione, avrebbero contribuito ad accrescere lo stato di paura della ragazza.

Contestato anche lo stalking

Al sessantenne vengono contestati anche minacce e molestie nei confronti della 23enne. Episodi che, secondo l’accusa, avrebbero determinato nella giovane un persistente stato di ansia e paura per la propria incolumità, fino a condizionarne pesantemente la quotidianità.

La ragazza avrebbe modificato le proprie abitudini di vita, limitato gli spostamenti e vissuto nel timore di essere pedinata. Una condizione di forte pressione psicologica che, secondo quanto ricostruito nell’inchiesta, l’avrebbe portata anche a maturare propositi suicidari.

Il sessantenne, tuttavia, ha respinto tutte le accuse e, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, ha fornito la propria versione dei fatti. Ora sarà il giudice a valutare le argomentazioni della difesa e la richiesta di sostituzione della misura cautelare.