di Paola Iandolo
Inaspettata svolta nell'inchiesta sugli appalti pilotati alla Provincia di Avellino. Il pm Del Mauro ha chiesto l'applicazione degli arresti domiciliari per due indagati: S.D.funzionario istruttore direttivo tecnico della Provincia di Avellino e E.L. geometra e titolare di una ditta edile. Il gip Cerrone ha rigettato la richiesta, ma il pubblico ministero ha subito impugnato. La decisione arriverà il 4 dicembre. Nessuna misura richiesta per gli altri tre indagati coinvolti nell'inchiesta.
L'inchiesta Do Ut Des
Sono cinque gli indagati - S.D., G.C., A.R., E.L. e G.P. - accusati di corruzione e falsità materiale e ideologica (tre funzionari della provincia e due imprenditori irpini). Sono difesi dagli avvocati Nello Pizza, Ennio Napolillo, Claudio Frongillo e Giorgio Palma. I cinque avevano puntato anche all'appalto per la riqualificazione del Convitto Pietro Colletta di Avellino. I militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di via Pontieri ritengono che a casa della tesoriera del funzionario, A.R. si è tenuto un incontro tra professionisti ed imprenditori programmato durante il periodo di ferie per discutere dell’appalto relativo al Convitto Pietro Colletta di Avellino.
L'incontro attenzionato dai militari
Incontro a cui avrebbero partecipato S.D. funzionario indagato, Istruttore direttivo tecnico della Provincia di Avellino e G.C. che era subentrato del 2025 a S.D. nell’incarico di elevata qualificazione nel Servizio Gestione ed Edilizia Scolastica presso il Settore 3 della Provincia di Avellino. Per gli inquirenti gli incontri eranofinalizzati a discutere e concludere accordi illeciti. Le indagini - a distanza di mesi -sono ancora in corso e non vi è ancora l'avviso di conclusione.