È Francis Halzen il vincitore del Premio Nobel per la Fisica 2026. La Reale Accademia Svedese delle Scienze ha assegnato il riconoscimento al fisico belga-americano per i «contributi decisivi all’IceCube Neutrino Observatory e per la scoperta dei neutrini ad alta energia di origine astrofisica». Una consacrazione per una ricerca iniziata decenni fa e che ha trasformato una porzione di ghiaccio dell’Antartide in uno dei più straordinari strumenti scientifici mai costruiti.

Un telescopio nascosto sotto il Polo Sud

Halzen, 82 anni, è professore alla University of Wisconsin-Madison ed è stato la figura centrale nella progettazione e nello sviluppo di IceCube, l'osservatorio di neutrini realizzato al Polo Sud. L'idea alla base dell'esperimento era tanto ambiziosa quanto apparentemente paradossale: utilizzare un enorme volume di ghiaccio antartico come rivelatore per particelle quasi impossibili da intercettare.

IceCube occupa circa un chilometro cubo di ghiaccio e dispone di 5.160 moduli ottici digitali distribuiti lungo 86 linee, installate a profondità comprese tra circa 1.450 e 2.450 metri. I neutrini non vengono osservati direttamente. Quando, molto raramente, interagiscono con la materia, producono particelle cariche che generano debolissimi lampi di luce. Sono proprio questi segnali a essere registrati dai sensori sepolti nel ghiaccio.

Il progetto affonda le proprie radici nelle ricerche avviate da Halzen negli anni Ottanta. Prima di IceCube arrivò AMANDA, un esperimento che dimostrò come il ghiaccio profondo dell'Antartide fosse sufficientemente trasparente da consentire l'osservazione delle tracce prodotte dalle interazioni dei neutrini. IceCube fu poi completato nel 2010, aprendo una nuova stagione dell'astronomia.

I messaggeri invisibili dell'Universo

I neutrini sono particelle elementari prive di carica elettrica e dotate di una massa estremamente piccola. Interagiscono così debolmente con la materia da poter attraversare stelle, pianeti e perfino il corpo umano praticamente indisturbati. Proprio questa caratteristica, che rende difficilissimo osservarli, li trasforma in messaggeri preziosi per gli scienziati.

A differenza delle particelle elettricamente cariche, infatti, i neutrini non vengono deviati dai campi magnetici durante il loro viaggio nello spazio. Quelli ad altissima energia possono quindi conservare informazioni sulla direzione dalla quale provengono e permettere agli astronomi di risalire ai fenomeni cosmici che li hanno generati. IceCube

Grazie a IceCube è stato possibile identificare neutrini provenienti da processi estremamente energetici nel cosmo, offrendo agli studiosi un nuovo strumento per indagare alcuni degli ambienti più violenti dell'Universo. La scoperta dei neutrini astrofisici ad alta energia ha contribuito alla nascita dell'astronomia multimessaggera, nella quale le osservazioni tradizionali vengono affiancate da segnali differenti, capaci di raccontare aspetti dello stesso fenomeno cosmico.

La tenacia premiata dall'Accademia

Nel motivare il riconoscimento, il presidente del Comitato Nobel per la Fisica, Mark Pearce, ha sottolineato il ruolo svolto da Halzen alla guida di una squadra internazionale di scienziati e ingegneri. La sua tenacia e la sua visione scientifica, ha spiegato il Comitato, hanno aperto la strada a una nuova forma di astronomia.  La notizia ha raggiunto lo scienziato mentre si trovava in Italia. Parlando telefonicamente con il Comitato Nobel, Halzen ha raccontato la sorpresa per l'annuncio, spiegando di non essersi aspettato realmente di ricevere il premio nonostante il suo nome fosse stato indicato in passato tra quelli dei possibili vincitori.

Il Nobel assegna quest'anno un premio di 12 milioni di corone svedesi, circa 1,2 milioni di dollari. La medaglia sarà consegnata a Stoccolma il 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel, nel corso della tradizionale cerimonia presieduta dal re Carlo XVI Gustavo di Svezia. Reuters

Una nuova astronomia partita dal ghiaccio

Il riconoscimento a Francis Halzen premia così non soltanto una scoperta, ma una nuova maniera di osservare il cosmo. IceCube ha dimostrato che anche particelle quasi impossibili da catturare possono diventare strumenti per ricostruire ciò che accade a miliardi di anni luce dalla Terra.

Nel frattempo l'osservatorio continua a raccogliere dati. La collaborazione scientifica internazionale comprende centinaia di ricercatori e il lavoro sui neutrini punta a individuare con precisione sempre maggiore le sorgenti cosmiche capaci di accelerare particelle a energie estreme. Il Nobel del 2026 riconosce il percorso che ha reso possibile questa nuova finestra sull'Universo, nata nel luogo forse più inatteso: nelle profondità del ghiaccio del Polo Sud.