Occhiello
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Il fronte della guerra tra Russia e Ucraina si allarga ancora sul Mar Nero. Due navi mercantili sono state colpite da droni nella zona economica esclusiva della Bulgaria, a circa 112 chilometri dalla località costiera di Byala. Una delle imbarcazioni è affondata e il suo equipaggio risulta disperso, mentre sono in corso le operazioni di ricerca.
Le autorità bulgare non hanno attribuito ufficialmente la responsabilità dell'attacco. Il primo ministro Rumen Radev lo ha definito una grave violazione del diritto internazionale, mettendo in guardia dal rischio che il conflitto ucraino allarghi ulteriormente il proprio raggio geografico. Una fonte della sicurezza marittima citata da Reuters ha riferito che le prime valutazioni indicano una possibile matrice russa, circostanza che al momento non è stata confermata in modo indipendente. Mosca non ha rilasciato commenti immediati.
Due mercantili colpiti nelle acque bulgare
Secondo le informazioni raccolte dalle autorità e dagli operatori della sicurezza marittima, le due unità coinvolte sarebbero la Alfa Watan, battente bandiera del Togo, e la Able, registrata a Palau. Entrambe avrebbero lanciato segnali di emergenza dopo essere state raggiunte dai droni.
La nave poi affondata era quella con bandiera togolese. Del suo equipaggio, secondo le prime comunicazioni ufficiali, non si hanno ancora notizie. L'altra unità trasportava grano: le persone a bordo sono state soccorse e due risultano ferite. Le squadre bulgare stanno cercando i dispersi e verificando anche l'eventuale presenza di conseguenze ambientali dopo il naufragio.
L'episodio assume un peso particolare perché, secondo fonti del settore marittimo, sarebbe il primo attacco di questo tipo registrato nella zona economica della Bulgaria, Paese membro della Nato. L'incidente arriva inoltre a poche ore da un altro grave episodio nelle acque del Mar Nero, dove una nave commerciale era stata interessata da un incendio al largo della Romania, con due morti. Volodymyr Zelensky aveva attribuito quel precedente attacco a droni russi, mentre Bucarest non aveva indicato ufficialmente l'origine dell'incendio.
Il raid contro il bus nella regione di Zaporizhzhia
Nelle stesse ore arriva dalla parte della regione di Zaporizhzhia controllata dalle forze russe la notizia di un altro episodio con vittime civili. Un drone avrebbe colpito un minibus di linea nel villaggio di Basan, nel distretto di Polohy, provocando la morte di tre persone e il ferimento di altre tre. Tra le vittime ci sarebbe anche l'autista.
La ricostruzione è stata fornita da Yevgeny Balitsky, governatore insediato da Mosca nella parte occupata della regione, che ha accusato direttamente le forze ucraine di avere condotto deliberatamente l'attacco. L'affermazione, tuttavia, non è stata verificata in modo indipendente e Kiev non aveva rilasciato commenti immediati sull'episodio. La prudenza sull'attribuzione resta quindi necessaria. La regione di Zaporizhzhia, attraversata dalla linea del fronte e divisa tra zone controllate da Kiev e territori occupati dalla Russia, continua a essere teatro di attacchi incrociati. Nella stessa giornata fonti russe hanno accusato droni ucraini di aver colpito anche due strutture della centrale nucleare occupata dalle forze di Mosca. Secondo il direttore di Rosatom, Alexei Likhachev, un autista è rimasto ucciso, mentre non sarebbero emersi rischi immediati per la sicurezza nucleare. L'Ucraina non aveva commentato quelle accuse.
Il Mar Nero torna al centro della guerra
La successione degli incidenti marittimi conferma il crescente coinvolgimento delle rotte commerciali nel conflitto. Dal 2022 mine alla deriva, droni e attacchi contro porti e imbarcazioni hanno aumentato i rischi per la navigazione civile nel Mar Nero, un'area strategica per le esportazioni agricole e per i collegamenti tra Ucraina, Romania, Bulgaria e gli stretti turchi.
La priorità, nelle prossime ore, resta il ritrovamento dell'equipaggio della nave affondata. Parallelamente le autorità bulgare dovranno chiarire dinamica e provenienza dei droni, un accertamento decisivo anche sul piano diplomatico. L'attacco nelle acque di un Paese della Nato, se attribuito con certezza a una delle parti in guerra, aggiungerebbe infatti un nuovo elemento di tensione a un conflitto che continua a produrre conseguenze ben oltre il fronte terrestre ucraino.