di Paola Iandolo
Il 12 novembre il 34enne di Atripalda, verrà sottoposto all'accertamento peritale per verficare la sua capacità di intendere e volere, la capacità di stare in giudizio e la sua pericolosità sociale dopo l'episodio avvenuto a luglio al centro Vivendi di Avellino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 34enne sarebbe entrato in ascensore insieme a una donna. Durante il tragitto avrebbe cercato di abbassarle i pantaloni e, non riuscendovi, l'avrebbe palpeggiata con forza nelle parti intime, provocandole alcuni lividi. All'apertura delle porte dell'ascensore avrebbe tentato di allontanarsi, ma sarebbe stato immediatamente fermato e identificato dagli agenti della Polizia intervenuti sul posto. Il giovane è stato subito indagato, anche se non è stato destinatario di provvedimenti restrittivi.
Precedenti giudiziari e valutazioni sulle condizioni psichiatriche
La posizione dell'uomo era già stata oggetto di valutazioni in un diverso procedimento. Dieci giorni prima dell'episodio verificatosi al centro Vivendi, il suo difensore Assia Iannaccone aveva infatti chiesto l'applicazione di una misura di sicurezza nell'ambito di un'altra vicenda relativa a un reato della stessa natura, sollecitando un nuovo esame delle condizioni dell'assistito. La Procura aveva respinto l'istanza, ritenendo adeguato il trattamento farmacologico al quale il 34enne è sottoposto attraverso l'Asl competente. Dagli accertamenti svolti è emerso che proprio il giorno della presunta aggressione l'uomo aveva ricevuto la prevista somministrazione mensile della terapia.