Salerno

Una data che diventerà storia: 6 ottobre 2026. L'Argentina si appresta a salutare Lionel Messi. Il fuoriclasse dirà addio questa notte alla maglia albiceleste, disputando la sua partita d'addio ai colori biancocelesti e al suo tanto caro numero 10 in un'amichevole con il Benin che si preannuncia ricca non solo di gol ma di lacrime e ricordi. Il mondo del calcio guarderà con grande emozione a quanto succederà al Monumental di Buenos Aires. In 80mila gli tributerrano l'applauso più lungo. Milioni di spettatori invece lo omaggeranno seguendolo con ogni device. Un ultimo tango dopo la decisione ufficializzata nelle scorse settimane di voler chiudere con la Nazionale dopo aver sfiorato il secondo titolo Mondiale consecutivo negli Stati Uniti, battuto in finale dalla Spagna dopo un cammino da protagonista. Uno a zero. Proprio come Maradona in quell'Argentina-Germania tra i fischi dell'Olimpico che resta il boccone amaro più grande mai ingoiato da D10S. Per Messi la 'consolazione' di miglior giocatore del Mondiale, seppur con un tremendo dolore nascosto, quello delle condizioni precarie di papà Jorge poi scomparso lo scorso 8 agosto.

Il tango di Messi all'Arechi

E allora subentra una seconda data che vede protagonista Salerno e l'Arechi. Era il 30 maggio 2006 quando un diciannovenne Leo Messi si apprestava a disputare il suo primo Mondiale. Maglia numero 19, i capelli a caschetto testimonianza vivida di un carattere taciturno, introverso ma dall'aura calcistica incalcolabile. L'Argentina scese in campo all'Arechi per un'amichevole con l'Angola, ultimo test-match pre Mondiale. Al 63' la scelta di Pekermann di lanciarlo in campo al posto di Javier Saviola. Bastarono una manciata di minuti per prendersi il Principe degli Stadi e far brillare il suo estro. In quel Mondiale trovò il suo primo gol iridato nella goleada con la Serbia in un cammino che si fermò ai quarti di finale, battuto ai rigori dalla Germania. Alla fine festeggiò l'Italia nell'indimenticabile notte di Berlino del 9 luglio. La sua ossessione calcistica, dopo aver vinto tutto il possibile individualmente e col club, troverà pace solo il 18 dicembre 2022, battendo la Francia ai rigori e salendo sul tetto del Mondo. E lasciando ai 4mila dell'Arechi la sensazione di aver visto dal vivo un qualcosa che non tornerà più.