La prima volta da avversari. Uno scambio realizzato sul gong del mercato. Casarano e Salernitana trovarono la quadra in pochi minuti e decisero di sistemare le rispettive necessità con uno scambio alla pari. Daniele Celiento in Campania, Emmanuele Matino in Puglia. Una soluzione last-minute ma che acconentò tutti. Dopo sei partite un primo bilancio sorride più alla Salernitana, seppur in termini di minutaggio Matino sia diventato già una certezza per Di Bari, alle prese con le turbolenze che interessano la sua panchina.
Compleanno da ex
Soffia forte sulle sue prime 28 candeline Matino, difensore che con Cosmi era diventato un pretoriano, leader dello spogliatoio (testimoniato dal rapporto tutt'ora molto forte con tanti granata), prima della trasferta di Foggia e di una storia clamorosamente cambiata in poche ore. L'esclusione dall'undici titolare allo Zaccheria, il presunto malessere per provare a nascondere la delusione e qualche parola di troppo nel ventre dell'impianto pugliese. Un velo tolto da un messaggio piccato sui social il giorno successivo, dopo il pari amaro con i satanelli. E poi quella che è storia nota: la decisione di Faggiano di escluderlo dal progetto tecnico e la soluzione mercato come panacea di ogni male.
Celiento da leader
Da qui, l'idea di uno scambio con il Casarano e l'occasione per la Salernitana di mettere le mani su Daniele Celiento. Il difensore scuola Napoli arrivò sul gong e in una situazione delicata, con la difesa alle prese con il grave infortunio di Heinz e lo stop di Capuano. Da allora il numero cinque si è preso la leadership della Bersagliera e non l'ha più mollata. Anzi, con tre gol realizzati di fila con Potenza, Barletta e Giugliano si è trasformato anche in un autentico fattore offensivo. Anche con il Bari ci era andato vicino ma solo un super Cerofolini gli aveva negato la gioia della quarta rete stagionale. L'errore in occasione del rigore concesso ai galletti una macchia su un rendimento fin qui da applausi, con i tifosi che lo hanno votato Mvp del mese di settembre.