Forino

di Paola Iandolo

Si dovrà stabilire se la rottura dell'arteria intestinale "splenica" era prevedibile o è stata una tragica fatalità che non poteva essere scongiurata in alcun modo. Sarà il pool di consulenti nominati dalla procura di Avellino a doverlo chiarire rispondendo ai quesiti messi nero su bianco dal pubblico ministero Italo De Felice per far luce sulla morte di  Giovanna Lo Chiatto, la 32enne morta al nono mese di gravidanza.

La rottura dell'importante arteria addominale - che di conseguenza ha provocato di Giovanna e del piccolo Francesco - è emersa dall’autopsia effettuata ieri, a partire dalla tarda mattinata fino a ieri pomeriggio. Un esame autoptico complesso effettuato sia sulla mamma che sul piccolo che portava in grembo.  Per le conclusioni del pool di medici legali nominati dalla procura bisognerà attendere i 90 giorni previsti per il deposito delle conclusioni dei consulenti.

Il collegio di consulenti 

L’autopsia è stata eseguita dal professor Pietrantonio Ricci, medico legale e docente universitario, insieme al ginecologo Di Carlo e all’anatomopatologo Iorio, che compongono il collegio nominato dalla Procura. La famiglia, assistita dagli avvocati Innocenzo Massaro e Livio Liguori, si è affidata al medico legale Emilio D'Oro e al professor Maurizio Guida, docente di Ginecologia e Ostetricia all’Università Federico II di Napoli.

Gli indagati

Sono quattro i medici del Moscati iscritti nel registro degli indagati. Gli atti sono firmati dal pubblico ministero Italo De Felice, che coordina le indagini dei carabinieri. Il fascicolo, aperto inizialmente contro ignoti, ha visto l'iscrizione nel registro degli indagati di quattro persone. Tra gli indagati c’è il ginecologo di fiducia che ha seguito la donna durante la gravidanza. Gli altri sanitari si sono occupati dei controlli e del monitoraggio durante la gestazione. Rispndono tutti di omicidio colposo.