A una settimana dall’incontro con l’Amministrazione comunale e a quasi venti giorni dalla data indicata per il completamento delle operazioni di svuotamento delle lagune aperte e di rimozione delle matrici organiche indicate come principale causa del disagio, il Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe ritiene necessario fare un aggiornamento sull’evoluzione della situazione.
Negli ultimi giorni le segnalazioni di miasmi erano sensibilmente diminuite in diverse zone. Un dato che il Comitato ha registrato con favore e senza alcuna difficoltà, perché il nostro interesse non è dimostrare che il problema esista a tutti i costi, ma verificare che venga realmente e definitivamente risolto.
"Purtroppo, però - spiegano dal comitato -, il fenomeno non ancora considerarsi superato. Nel pomeriggio di oggi, 7 ottobre, nel giro di meno di un’ora sono pervenute nuove segnalazioni da Via Padre Pio, zona Mosti e Contrada San Domenico, dove l’odore è stato descritto come particolarmente intenso".
Il Comitato non attribuisce autonomamente la provenienza di ogni singolo episodio e non intende sostituirsi agli organismi tecnici nell’individuazione della sorgente.
Proprio per questo chiediamo da settimane che si passi da controlli occasionali a verifiche coordinate, continuative e svolte durante l’effettivo manifestarsi del fenomeno.
"L’incontro del 30 settembre con il Comune aveva segnato un passaggio importante. Il Comitato aveva portato al tavolo le iniziative già formalmente assunte nei confronti degli enti competenti, chiedendo all’Amministrazione di sostenerle e accompagnarle istituzionalmente e di farsi parte attiva nel coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti.
Il Comune aveva accolto questa impostazione, rendendosi disponibile a sostenere il percorso avviato dal Comitato e concordando una sede permanente di confronto e monitoraggio della vicenda.
Alla luce delle nuove segnalazioni odierne, il Comitato ha ritenuto necessario aggiornare nuovamente la Procura della Repubblica e gli enti competenti, trasmettendo la nuova segnalazione anche al Comune di Benevento.
Le richieste sono chiare. Occorre verificare: Lo stato e la conservazione delle biomasse ancora presenti nel sito; L'effettiva collocazione dei circa 100 metri cubi di matrice semisolida che la società aveva comunicato di voler trasferire all'interno dell'impianto; lo stato dei teli delle lagune e delle superfici sottostanti; l'eventuale necessità di controlli su suolo, sottosuolo e falda e soprattutto la sorgente effettiva dei miasmi che ancora si manifestano.
La società ha rappresentato di non poter procedere alla loro rimozione senza una preventiva determinazione dell’Autorità giudiziaria. Il Comitato ha chiesto che venga chiarito se e con quali modalità sia possibile autorizzare, anche in costanza di sequestro, la rimozione controllata dei teli, l’ispezione delle superfici sottostanti e gli eventuali campionamenti ambientali.
Non sosteniamo che vi sia stata contaminazione ma chiediamo che venga verificato ciò.
Ed è precisamente su questa iniziativa che, nell’incontro del 30 settembre, abbiamo chiesto al Comune di mettere a disposizione il proprio peso istituzionale.
Il Comune ha manifestato la volontà di accompagnare il percorso, di sostenere le richieste avanzate dal Comitato e di farsi parte attiva nel necessario coinvolgimento degli enti competenti.
Adesso occorre dare seguito concreto a quella disponibilità. Non con polemiche. Non con rassicurazioni. Ma con atti, verifiche, coordinamento e tempi certi.
Il Comitato continuerà intanto a raccogliere le segnalazioni dei residenti, zona per zona, indicando orario, intensità e durata del fenomeno, affinché tali informazioni possano essere messe a disposizione degli organismi tecnici.
La sensibile riduzione dei miasmi registrata negli ultimi giorni è un elemento positivo.
Ma la loro ricomparsa dimostra che la vicenda non può ancora essere considerata chiusa. A quasi venti giorni dalla data indicata per la conclusione delle operazioni sulle lagune, la domanda resta semplice: da dove provengono ancora i miasmi?. È a questa domanda che servono risposte tecniche.
Ed è su queste risposte, non sulle dichiarazioni, che il Comitato continuerà a misurare l’evoluzione della vicenda" conclude Salvatore D'Andrea, presidente del Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe per la tutela della salute, dell’ambiente e del territorio.