I Carabinieri della Stazione di Lauro hanno deferito alla competente Autorità Giudiziaria un 37enne del Vallo di Lauro, ritenuto responsabile del reato di falsità materiale.
Nel corso di un controllo, l’uomo ha esibito una carta d’identità elettronica (CIE) risultata priva del microchip. La particolare condizione del documento ha insospettito i militari, che hanno accertato come la rimozione del microchip non fosse riconducibile a un danneggiamento accidentale.
La manomissione
La manomissione della componente elettronica compromette la possibilità di procedere alla corretta lettura dei dati biometrici e digitali contenuti nella carta d’identità elettronica, che, priva del microchip, non può essere utilizzata per le procedure di verifica che ne richiedono la lettura.
Il documento è stato sottoposto a sequestro.
L’episodio si inserisce in un fenomeno rilevato anche in altri contesti, dove la rimozione del microchip dalle carte d’identità elettroniche sarebbe finalizzata a impedire la corretta lettura dei dati e a ostacolare i sistemi di verifica automatizzata utilizzati presso aeroporti, banche o uffici pubblici che richiedono la scansione della componente elettronica. In alcuni casi, tale condotta sarebbe riconducibile alla volontà di sottrarsi a presunti “tracciamenti” digitali, non considerando che la manomissione del documento può comportare conseguenze di carattere penale.
Si precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile di condanna, permanendo fino ad allora la presunzione di innocenza.