di Paola Iandolo
Un quarantenne della provincia di Avellino era stato tratto a giudizio con l’accusa di riciclaggio per aver detenuto ed occultato all’interno della propria autovettura la somma di 100.000 euro in contanti confezionata sottovuoto in varie bustine di cellophane.
Secondo l’accusa, la somma di denaro era di provenienza delittuosa. Pertanto, il P.M., dopo la conclusione delle indagini preliminari, aveva avanzato la richiesta di rinvio a giudizio.
L'udienza davanti al Gup
Questa mattina, è stata celebrata l’udienza preliminare innanzi al G.U.P. del Tribunale di Avellino, dottore Pasquale Cerrone. L’imputato, difeso dagli avvocati Stefano Vozella e Loredana De Risi, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. All’esito della celebrazione dell’udienza preliminare, il G.U.P. ha mandato assolto l’imputato per insussistenza del fatto. Anche il pubblico ministero il dottore Sodano, aveva chiesto l’assoluzione. Si conclude così una vicenda giudiziaria le cui indagini preliminari sono state caratterizzate da diversi rimpalli giudiziari.
La ricostruzione
Infatti, i Carabinieri avevano perquisito l'autovettura dell’imputato mentre percorreva il territorio di Atripalda e avevano rinvenuto il denaro, sottoponendolo a sequestro. Tale sequestro era stato convalidato dal GIP. Il tribunale del riesame reale di Avellino, però, aveva annullato il decreto di sequestro preventivo. Il PM aveva proposto ricorso per Cassazione e la Suprema Corte aveva annullato con rinvio il provvedimento del tribunale del riesame di Avellino. Successivamente, in sede di giudizio di rinvio, il tribunale del riesame reale di Avellino aveva nuovamente annullato il decreto di sequestro preventivo. Il PM aveva nuovamente proposto ricorso per Cassazione ma questa volta la Suprema Corta ha dichiarato inammissibile il ricorso. In particolare, la suprema corte di Cassazione aveva evidenziato l'impossibilità di individuare il reato presupposto che avrebbe dato luogo al profitto in denaro successivamente rinvenuto nella disponibilità, così escludendo la configurabilità del riciclaggio del denaro. Evidentemente questa ragione ha convinto il G.U.P. a mandare assolto l’imputato all’esito del giudizio abbreviato.