Prata di Principato Ultra

di Paola Iandolo

 Si attende il conferimento incarico al medico legale per eseguire l'autopsia sulla salma di Pietro Pellegrino, l'operaio di 56 anni è deceduto ieri, poco dopo le 11, nella zona industriale di Prata di Principato Ultra. Il 56enne stava smontando dei pannelli solari sul tetto di un capannone quando il lucernaio ha ceduto: è precipitato da circa 13 metri. Il personale medico del 118, arrivato sul posto, ha potuto solo constatarne il decesso. Sull'incidente sul lavoro stanno indagando i carabinieri, con il reparto mobile e il nucleo dell’ispettorato del lavoro. L'inchiesta, condotta dalla procura irpina, dovrà chiarire lo stato del capannone – ora sotto sequestro - su cui stava lavorando e se siano stati utilizzati tutti i dispositivi di sicurezza. L’uomo, originario di Sassano, nel salernitano, lavorava per la ditta del cognato. Pietro lascia la madre, la sorella e il fratello.

Il cordoglio del sindaco di Sassano

"Oggi la nostra comunità è incredula e profondamente addolorata. La perdita del nostro caro Piripicchio lascia un vuoto che facciamo fatica a comprendere. Era un amico di tutti, una di quelle persone capaci di strapparti un sorriso con una battuta, con la sua ironia e con quell’allegria che sapeva condividere con chiunque incontrasse" ha scritto sulla pagina facebook Nicola Pellegrino, sindaco di Sassano, comune di origine dell'operaio Pietro Pellegrino. "Bastava pensare a lui, o sentirne pronunciare il nome, perché sul volto di ciascuno di noi comparisse un sorriso. Oggi quel sorriso si mescola alle lacrime, ma è proprio così che continueremo a ricordarlo: per la sua simpatia, per la sua spontaneità e per tutti i momenti felici che ci ha regalato. Alla sua famiglia rivolgo un abbraccio sincero, con l’affetto di tutta la nostra comunità. Ciao, Piripicchio. Mi resteranno nel cuore le tue battute, le risate insieme e le tue grandi giocate in campo. Ci mancherai tanto".

Le richieste dei sindacati 

Ancora un lavoratore che non ritornerà a casa, Pietro Pellegrino è l’ottava vittima in Irpinia nel corso del 2026 a morire per lavoro; siamo a inizio di ottobre e già si è superata la vergogna del 2025 è inaccettabile, e insopportabile. Cgil CISL UIL rilanciano con forza e determinazione la richiesta di una procura speciale dedicata ai morti sul lavoro e la istituzione del reato di Omicidio sul lavoro. L’Irpinia è collocata in una fascia (rossa), ad elevato rischio infortunistico con un alto rapporto tra decessi ed occupati, le OO.SS. D’Acierno Vecchione Simeone: “abbiamo sollecitato e richiediamo nuovamente con forza alla Prefettura la riattivazione del tavolo per la Sicurezza sul LAVORO per monitorare, controllare e rilevare ogni incongruenza circa l’applicazione delle norme, dei Contratti e dei protocolli sul lavoro laddove troppo spesso si annidano le incongruenze che costano la vita ai lavoratori e determinano comportamenti inaccettabili come recentemente rilevato anche nei cantieri della AC/AV”. Abbiamo trovato sensibilità e con concordia con Il Prefetto dr.ssa Fico e a Lei ci rivolgiamo per riattivare quel Tavolo che tanto ha inciso positivamente per deterrenza e controllo sulle attività più esposte a rischi di incidenti e vittime sul lavoro.