Alino Diamanti ha già presentato la partita che il suo Cesena giocherà sabato pomeriggio nella conferenza stampa al Manuzzi. “Lunga sosta, grande beneficio. Queste due settimane le abbiamo fatte con una energia pazzesca. Come se la prossima fosse la partita della nostra vita. Le criticità nel calcio ci sono sempre, nella pausa abbiamo lavorato davvero su tutto, sui nostri principi perché come dico sempre dobbiamo guardare molto a noi stessi. La squadra avversaria poi diventa sempre secondaria, questa è la nostra mentalità”.
Il suo giudizio sul Benevento è decisamente positivo: “Il Benevento – dice - ha vinto un campionato l’anno scorso, una squadra che gioca insieme da tanto, ha un allenatore che era già lì e hanno già dei principi rodati. Hanno tantissimo entusiasmo, una bellissima tifoseria e sarà una partita difficilissima, perchè la squadra sannita sta facedo un campionato importante”.
Diamanti parla delle condizioni dei suoi: “Bohinen si è allenato benissimo, sta bene come tutti gli altri compagni. Sinceramente, a parte Schirone che già soffriva un po’ di pubalgia e lo stiamo tenendo precauzionalmente un po’ più a riposo, o Caprini che è tornato ad allenarsi in campo e quindi siamo molto positivi, adesso sono tutti pronti per giocarsi una maglia”. Poi cita Spalletti: “Come ha detto lui non ci sono più i primi undici che vanno in campo, tutti devono essere pronti e quando entrano in campo devono dare il loro contributo. Chi gioca 40 minuti, 30 minuti, 20 minuti, 1 minuto, 5 secondi, deve dare il massimo per la causa. Shpendi l’ho trovato molto bene, era felicissimo di tornare. Sta bene nel gruppo, i ragazzi gli vogliono bene”.
Finora ha utilizzato un numero ristretto di giocatori e ha spiegato il meccanismo delle rotazioni: “In una squadra, i giocatori evoluti devono fare più ruoli contemporaneamente. Io le rotazioni le faccio qualche volta e le faccio anche un po’ strane perché voglio vedere delle cose che secondo me possono funzionare. Voglio vedere i ragazzi giocare in tutte le parti del campo perché nel calcio di adesso un giocatore deve saper far tutto. Noi quando facciamo delle scelte anche un po’ diverse dal solito è perché loro ci danno delle certezze, sono disponibili a farlo. Io vengo dal City, lì dall’Under 12 all’Under 21, tutti i giocatori cambiano ruolo quasi ogni partita”.
Testo tratto da "TuttoCesena"