Aprire alla possibilità di portare il pasto da casa, in attesa che si risolva la questione della mensa scolastica. È questa la strada indicata dal sindaco Clemente Mastella, intervenuto sul servizio di refezione nelle scuole di Benevento, il cui avvio è stato rinviato e resta ancora al centro di diverse criticità.
Il primo cittadino ha annunciato l'intenzione di invitare i dirigenti scolastici a consentire agli alunni di consumare a scuola il pranzo preparato dalle famiglie, lasciando poi ai singoli istituti le valutazioni sull'organizzazione concreta della possibilità.
«Oggi invito i dirigenti scolastici a consentire il pasto da casa», ha dichiarato Mastella, spiegando di aver già tenuto una riunione con i soggetti coinvolti, compresa l'azienda incaricata del servizio. L'obiettivo è trovare una soluzione alla situazione, mentre prosegue il confronto per superare gli ostacoli che hanno impedito l'avvio regolare della refezione.
Il sindaco ha sottolineato la necessità di individuare una soluzione temporanea per le famiglie, richiamando anche le polemiche che in passato avevano accompagnato la possibilità di portare il pranzo da casa.
L'ipotesi è dunque quella di consentire alle famiglie di organizzarsi autonomamente, preparando il pranzo per i propri figli. Una possibilità che dovrà essere valutata dai dirigenti e dagli organi scolastici competenti, tenendo conto delle regole applicabili e delle modalità organizzative dei singoli istituti.
L'apertura arriva mentre l'amministrazione è al lavoro per risolvere le difficoltà legate alla mensa. Mastella ha fatto riferimento al confronto con l'azienda, lasciando intendere che servirà ancora del tempo per arrivare a una soluzione definitiva.
La dichiarazione arriva dopo la protesta dei genitori che ieri hanno manifestato davanti a Palazzo Mosti per chiedere garanzie sulla qualità del servizio, sulla puntualità dei pasti e sull'ubicazione del centro cottura.
Tra le richieste delle famiglie c'è quella di preparare i pasti in una struttura moderna e adeguata a Benevento o nelle zone limitrofe, anziché a Ceppaloni. Il Comune ha indicato nel 13 ottobre la data prevista per l'avvio della mensa, ma tra i genitori permangono dubbi, anche alla luce delle prescrizioni dell'Asl che hanno contribuito al rinvio.
La questione riguarda anche il tempo pieno: il mancato avvio della refezione condiziona infatti l'organizzazione delle attività pomeridiane e la gestione delle giornate scolastiche.
L'apertura al pasto da casa rappresenta quindi una possibile risposta nell'immediato, mentre resta da definire il percorso per garantire la ripartenza della mensa scolastica.
Da un lato, l'amministrazione punta a coinvolgere i dirigenti scolastici per consentire alle famiglie di organizzarsi; dall'altro, prosegue il confronto con l'azienda per superare le criticità e rendere operativo il servizio.
La priorità resta quella di assicurare agli alunni pasti adeguati e un'organizzazione scolastica regolare. Nei prossimi giorni sarà importante capire se l'ipotesi del pranzo portato da casa potrà diventare concretamente praticabile negli istituti e se la data del 13 ottobre sarà rispettata.