E' lo snodo cruciale dell'inchiesta, che sarà inevitabilmente orientata dai risultati che restituirà l'autopsia di Constantin, il 43enne di nazionalità rumena rinvenuto senza vita nel fiume Calore, tra Ponte e Torrecuso. La curerà, su incarico del sostituto procuratore Maria Colucci, il medico legale Francesco La Sala, che dovrà stabilire cosa abbia causato la morte dell'uomo, se sia finito in acqua mentre era ancora vivo, e la natura delle lesioni: solo quelle riportate nel volo di oltre 20 metri o anche altre di diverso stampo?
Interrogativi importanti, le risposte dovranno chiarire se il 43enne, che sembra avesse alzato il gomito, sia caduto nel fiume accidentalmente o se invece sia stato vittima dell'azione di terzi. Ipotesi inevitabili nel processo di ricostruzione dei fatti affidato ai carabinieri della Compagnia di Benevento.
Come anticipato ieri da Ottopagine, il punto di partenza è l'alterco che sabato sera sarebbe scoppiato dinanzi ad un bar di Ponte, dove il 43enne, impegnato per una impresa nell'intervento dell'alta velocità, sarebbe stato schiaffeggiato dopo essersi rivolto ad una ragazza che era in compagnia.
Costantin si sarebbe allontanato con un cittadino egiziano, poi sarebbe stato seguito da un paio di persone. I due si sarebbero divisi, con il 43enne che si sarebbe nascosto per paura in un canneto. La sua Volkswagen era stata trovata nel piazzale dove era solito lasciarla prima di raggiungere a piedi il cantiere nel quale alloggiava. E dove sabato sera non era più rientrato: solo fatalità o c'è dell'altro?