di Paola Iandolo
Presunto condizionamento dell'asta dell'ex ristorante Pagliarone: in aula stamane l'esame e il controesame del luogotenente Francesco Giordano. Davanti al tribunale collegiale di Avellino, presieduto dal giudice Fabrizio Ciccone - dopo la decisione di Livia Forte di avvalersi della facoltà di non rispondere in veste di teste - dopo cinque mesi, stamattina è ricominciato il processo sull’asta dell’ex Pagliarone, ristorante di Monteforte Irpino finito all'asta e aggiudicato dalla Stellato moglie di un ex socio di Costantino GIordano, a sua volta ex sindaco. In aula il luogotenente del nucleo operativo dei carabinieri che ha condotto le indagini ha spiegato come l’inchiesta sia nata dopo l’interrogatorio di Livia Forte ( quando era in carcere) e come gli investigatori abbiano ricostruito, tra intercettazioni, servizi di osservazioni, denunce, l’interesse di Nicola Galdieri e dell’ex sindaco Costantino Giordano per il locale.
Le accuse
Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di estorsione aggravata dal metodo mafioso e riciclaggio. Oltre a Costantino Giordano, difeso dagli avvocati Francesco Terrazzano e Gerardo Di Martino, e a Nicola Galdieri, assistito da Gaetano Aufiero e Claudio Davino, sono alla sbarra degli imputati Armando Pompeo Aprile, difeso da Alberico Villani, e Renato Freda, assistito da Patrizio Dello Russo e Ferdinando Letizia. Il procedimento si basa sulle dichiarazioni rese nel 2020 da Forte al pm antimafia Henry John Woodcock, quando era detenuta.
Lo scorso maggio, accompagnata in aula coattivamente, la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere e non ha confermato le accuse su circostanze e particolari che lei stessa aveva fornito a Henry Jhon Woodcock. Forte, nota come Lady Aste, aveva riferito di esser stata costretta a partecipare all’asta dell'ex Pagliarone, dopo le minacce poste in essere da Galdieri, che secondo l’accusa, era accompagnato dall’allora sindaco presso il ristorante gestito dalla Forte. Per l’accusa, Giordano avrebbe concorso con lui nell’imporre il pagamento di 120mila euro per consentire alla Monteforte Srl di aggiudicarsi la struttura. Costantino Giordano ha sempre respinto le accuse, anche quando è stato sentito come testimone il 30 gennaio, assistito dal suo legale.
Le intercettazioni salienti emerse in aula
Il luogotenente Giordano ha precisato in aula che nel novembre 2018 "intercettiamo due conversazioni tra Galdieri Pasquale e Pagano Beniamino". Da quello ascoltano i militari emerge che c'è un interesse nei confronti di un’attività presente sul territorio, il ristorante "ò Pagliarone". Nel dialogo Pagano afferma "Noi li dobbiamo intaccare nel commercio". I due poi parlano poi di Gennaro Pascale, che secondo loro "non si sta comportando bene".
Le aggressioni subite da Pascale
Il 22 novembre 2018 Pascale viene aggredito in via Colombo, da due persone incappucciate. Prontamente presenta la denuncia contro ignoti. Aveva con sé contanti e un Rolex, che non gli sono stati sottratti. Il 7 aprile 2019 Pascale chiama il 118 e il 112 sostenendo di essere stato aggredito da Costantino Giordano all’interno del locale. Il giorno dopo ha consegnato ai carabinieri un filmato in cui, secondo l’ufficiale, si vedrebbe l’aggressione, consistita in uno spintone e un pizzico sul volto.
Il controesame
Con l’avvocato Aufiero il luogotenente ha confermato che il procedimento per estorsione aggravata e turbativa d’asta è nato dopo l’interrogatorio di Livia Forte. Sono stati messi poi in evidenze alcuni vuoti nelle indagini: sulla provenienza dei soldi (70mila euro) consegnati a casa di Nicola Galdieri nelle sue mani, come anticipo dei 120mila da consegnare a titolo estorsivo. Il restante sarebbe poi stato consegnato con dei bonifici di 2mila euro alla NIRe e i militari hanno effettuato dei riscontri contabili. L'altro mancato approfondimento e riscontro da parte dei militari riguarda l'assegno depositato dalla moglie di Pascale, agente di commercio, per aggiudicarsi l'immobile pari a circa mezzo milione di euro. Su questi vuoti le difese hanno insistito molto nel controesame. Alla prossima udienza, fissata per il 22 gennaio 2027, saranno ascoltati i testimoni indicati dalla difesa e l’imputato Costantino Giordano.