Si apre una settimana decisiva per Andrea Sempio, il 38enne indagato dalla Procura di Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Entro domenica 18 ottobre i suoi avvocati potranno depositare memorie e controdeduzioni tecniche per rispondere agli elementi raccolti dagli inquirenti. Una scadenza importante, dopo la seconda chiusura delle indagini notificata lo scorso 28 settembre, che potrebbe anticipare la richiesta di rinvio a giudizio.

La difesa prepara le contromosse

Per lunedì 12 ottobre è prevista una riunione tra gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia e i consulenti incaricati di esaminare gli atti della Procura. Al centro del confronto ci sono le nuove relazioni scientifiche, sulle quali la difesa intende formulare osservazioni.

Tra gli elementi maggiormente discussi figurano le impronte di scarpe rilevate nella villetta dei Poggi. Secondo una consulenza depositata dagli inquirenti, le dimensioni di una calzatura Frau numero 42 sarebbero compatibili con quelle del piede di Sempio. Il 38enne ha però contestato questa conclusione, sostenendo di aver sempre indossato scarpe numero 44.

Attenzione anche alla relazione medico-legale dell'antropologa Cristina Cattaneo e di Biagio Eugenio Leone, secondo cui tra le prime lesioni e la morte di Chiara potrebbe essere trascorso un intervallo di alcune decine di minuti, plausibilmente compreso tra 30 e 60 minuti. Una valutazione che potrebbe incidere sulla ricostruzione della dinamica dell'omicidio.

Sempio torna in televisione e respinge le accuse

Parallelamente all'attività giudiziaria, Andrea Sempio continua a intervenire pubblicamente per sostenere la propria innocenza. Nelle recenti apparizioni televisive, tra cui quella a Porta a Porta, ha raccontato le difficoltà della propria situazione personale e il timore di essere coinvolto in un errore giudiziario.

«Si vive a fatica», ha dichiarato, descrivendo una quotidianità ormai condizionata dalle indagini e dagli incontri con i legali. Sempio ha contestato anche il significato attribuito ad alcune tracce repertate sulla scena del crimine, ribadendo di non aver avuto alcun ruolo nell'uccisione della giovane.

Le sue dichiarazioni arrivano mentre si intensifica il confronto tra le interpretazioni scientifiche dell'accusa e quelle della difesa, chiamata ora a formalizzare le proprie osservazioni.

La famiglia Poggi non sarà parte civile

Nel frattempo, i genitori e il fratello di Chiara Poggi hanno confermato che non intendono costituirsi parte civile nell'eventuale processo nei confronti di Sempio.

La famiglia mantiene così la posizione già espressa rispetto alla nuova indagine, che si affianca alla condanna definitiva a 16 anni di reclusione inflitta ad Alberto Stasi, all'epoca fidanzato della vittima.

La decisione dei familiari non impedirà alla magistratura di procedere, qualora ritenga sufficienti gli elementi raccolti per sostenere l'accusa in giudizio.

Verso la possibile richiesta di processo

Dopo il 18 ottobre, la Procura di Pavia dovrà valutare le eventuali memorie difensive e decidere se chiedere il rinvio a giudizio. Non è escluso che la difesa solleciti ulteriori approfondimenti peritali sulle tracce e sulle ricostruzioni scientifiche.

Il nuovo procedimento resta distinto dalla posizione giudiziaria di Alberto Stasi, la cui condanna è definitiva. Eventuali sviluppi dell'inchiesta su Sempio non comporterebbero automaticamente una revisione della sentenza.