Sette vittime, due persone da identificare e quaranta telecamere che potrebbero fornire la svolta nelle indagini. Si stringe il cerchio attorno alla cosiddetta banda della minicar, responsabile di una serie di aggressioni avvenute tra il 4 e il 5 ottobre nei quartieri Monteverde, Testaccio e nelle zone limitrofe della Capitale. Per lunedì 12 ottobre è previsto un nuovo confronto in Procura, mentre gli investigatori cercano di ricostruire gli spostamenti dell'auto elettrica nera utilizzata negli attacchi.

Il caso più grave riguarda l'attore Davide Iacopini, 42 anni, ricoverato in terapia intensiva all'ospedale San Camillo dopo essere stato colpito con un calcio da uno degli occupanti della vettura mentre percorreva via Anton Giulio Barrili a bordo di un monopattino.

Quaranta telecamere per ricostruire il percorso

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, si concentrano sull'analisi dei filmati acquisiti dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Gli investigatori stanno esaminando le registrazioni di circa quaranta telecamere per individuare il tragitto della minicar e risalire ai suoi occupanti.

L'attenzione riguarda soprattutto le strade di Monteverde Vecchio, Testaccio, viale Trastevere e le aree vicine al Gianicolo, attraversate dal veicolo nelle ore in cui si sono verificate le aggressioni.

Uno degli elementi più importanti è la targa della vettura, che durante gli episodi sarebbe stata oscurata. Gli investigatori cercano di recuperare dalle immagini i sei caratteri identificativi, quattro lettere e due numeri, per arrivare al proprietario del mezzo.

Secondo le informazioni emerse, a bordo si trovavano due persone, probabilmente molto giovani. Non è ancora disponibile un identikit sufficientemente attendibile per identificarle.

Sette persone aggredite in poche ore

Il numero delle vittime è salito a sette, dopo l'emersione di ulteriori episodi riconducibili alle stesse modalità. Gli attacchi avrebbero coinvolto pedoni, ciclisti e persone in monopattino, colpiti improvvisamente da una minicar in movimento.

Tra le denunce raccolte figura quella di un uomo di 67 anni, aggredito nella tarda serata del 4 ottobre mentre camminava lungo viale dei Quattro Venti. Secondo il suo racconto, il passeggero di una microcar nera lo avrebbe colpito al fianco con un tubo di plastica, prima di allontanarsi.

Gli investigatori stanno confrontando le testimonianze per verificare se tutti gli episodi siano attribuibili agli stessi responsabili. Al momento prevale l'ipotesi di un unico veicolo utilizzato per gli attacchi.

Davide Iacopini resta in condizioni gravi

Preoccupano soprattutto le condizioni di Davide Iacopini, rimasto gravemente ferito nell'aggressione del 5 ottobre. L'attore è stato scaraventato sull'asfalto dopo essere stato raggiunto da un calcio sferrato da uno degli occupanti della minicar.

La caduta gli ha provocato un grave trauma cranico. Ricoverato al San Camillo, è stato sottoposto a due interventi chirurgici e rimane in terapia intensiva, con prognosi riservata.

La Procura di Roma procede per tentato omicidio in relazione all'aggressione. I familiari dell'attore hanno chiesto riservatezza sulle sue condizioni e attendono risposte dall'inchiesta.

Il vertice in Procura e la ricerca dei responsabili

Il nuovo confronto tra magistrati e investigatori servirà a valutare gli elementi raccolti, dalle testimonianze alle immagini delle telecamere, fino agli accertamenti sulle minicar compatibili con quella descritta dalle vittime.

Gli inquirenti tendono a escludere che le aggressioni siano riconducibili a una sfida organizzata sui social network. Non sarebbero infatti emersi riscontri concreti a sostegno di questa ipotesi.

Resta da chiarire il movente di una sequenza di violenze apparentemente gratuite, consumate nell'arco di poche ore contro persone scelte lungo la strada.

La possibile svolta potrebbe arrivare proprio dai filmati. Individuare la targa o ricostruire un percorso completo della vettura consentirebbe agli investigatori di restringere le ricerche e identificare chi si trovava a bordo.

Intanto, nei quartieri interessati dagli episodi, rimane la preoccupazione dei residenti. Le prossime ore saranno importanti per capire se le quaranta telecamere esaminate potranno finalmente dare un volto ai responsabili.