Dal 13 maggio scorso le famiglie rom presenti nel “villaggio attrezzato” in zona ASI a Giugliano in Campania sono prive di acqua e, dopo un breve e intermittente periodo nel quale il Comune ha garantito un servizio di consegna di autobotti, dal mese di ottobre l’emergenza idrica si è riproposta.
Il contesto regionale e locale
All’interno del panorama italiano, la Città Metropolitana di Napoli risulta essere l’area più complessa e problematica per quanto riguarda la cosiddetta “questione rom”.
Nel Comune di Giugliano in Campania risultano essere quasi 800 le persone identificate come rom in emergenza abitativa, pari allo 0,64% della popolazione residente, più di 20 volte in più rispetto al dato nazionale dello 0,03%. Nel Comune di Giugliano in Campania risultano esserci due insediamenti informali, uno in via Carrafiello (545 persone) e uno al confine con il Comune di Qualiano (45 persone). L’unico insediamento formale, progettato, realizzato e gestito dalle autorità comunali è il “villaggio attrezzato” situato in zona ASI.
Il “villaggio attrezzato” in zona ASI
Le famiglie attualmente residenti nell’insediamento di zona ASI si muovono da oltre 30 anni nell’area a nord di Napoli. Dopo lunga diaspora, contrassegnata da sgomberi forzati e allontanamenti, nell’aprile 2011 il Comune di Giugliano ha inaugurato il “villaggio attrezzato” appositamente realizzato con 24 moduli abitativi con fondi regionali e comunali, con un costo di quasi un milione di euro. Il “villaggio attrezzato” si trova a ridosso di una zona industriale dove si svolgono attività produttive, denominata “zona ASI” e da tale acronimo prende il suo nome identificativo. Al suo interno si registra la presenza di 19 nuclei familiari comprensivi di 89 persone pari a: 40 adulti e 49 minori di cui 11 (pari al 22%) di età compresa tra gli 0 e i 6 anni. Risiedono nel “villaggio”: una donna in stato di gravidanza, due adulti con ritardi cognitivi, un minore affetto da autismo, un adulto sotto trattamento di dialisi. Pur trattandosi di un’area istituzionale, non risulta essere stato effettuato, dalla sua inaugurazione, alcun intervento manutentivo da parte dell’Amministrazione Comunale.
L’emergenza idrica
Il 13 maggio 2026, in prossimità dell’estate più calda mai registrata, gli abitanti del “villaggio” hanno riscontrato la totale interruzione idrica. Il guasto ha lasciato le famiglie senza acqua e, dopo le numerose segnalazioni, a partire dal 4 luglio scorso, l’Amministrazione Comunale ha provveduto al saltuario e insufficiente servizio di autobotti. Per la distribuzione ci si è avvalsi per il periodo estivo dei volontari dell’Associazione 21 luglio che settimanalmente, a titolo volontario e gratuito, sono giunti appositamente dalla città di Roma per l’intervento.
Il 31 luglio scorso, con Ordinanza sindacale n. 321 avente come oggetto: “Misure urgenti per la tutela della salute, dell’incolumità e delle condizioni essenziali di vita degli occupanti. Disposizioni per il temporaneo approvvigionamento idrico ed elettrico”, il sindaco di Giugliano in Campania, Diego D’Alterio ha ordinato «all’ASI, in qualità di proprietaria della condotta idrica a servizio dell’insediamento: di completare con la massima urgenza gli interventi necessari al ripristino della fornitura […]; nelle more del predetto ripristino della fornitura idrica, al Dirigente del settore Polizia Municipale, servizio Protezione Civile, di assicurare la prosecuzione del servizio di consegna mediante autobotti di una quantità adeguata di acqua potabile, con modalità compatibili con le prescrizioni igienico-sanitarie».
Ad oggi, in assenza di interventi manutentivi risolutivi, nell’insediamento è stato garantito un servizio di distribuzione di acqua mediante autobotti in maniera continuativa solo nel mese di settembre. Da due settimane, pertanto, le famiglie dell’insediamento, precipitate in una condizione di emergenza idrica, non possono esercitare pienamente il diritto all’acqua.
Giova ricordare che:
Il “villaggio attrezzato” in zona ASI non è un insediamento informale o uno spazio occupato senza titolo. Si tratta di un’area istituzionale progettata e realizzata dall’Amministrazione Comunale che, in quanto responsabile della sua gestione, ha il dovere di garantire i servizi minimi essenziali;
ad oggi l’Ordinanza sindacale n. 321 del 31 luglio 2026 appare totalmente disattesa da quanti chiamati ad applicarla; le famiglie residenti vivono in una condizione di grave e intollerabile lesione dei diritti fondamentali; il comportamento delle istituzioni locali sta nei fatti disattendendo quanto previsto dalla Direttiva (UE) 2020/2184 con particolare riferimento all'articolo 16 "Accesso all'acqua destinata al consumo umano" (recepita all'interno dell'articolo 17 del D.lgs. 18/2023 successivamente modificato ad integrazione tramite il D.Lgs. 102/2025); secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel documento "Domestic water quantity, service level and health" un fabbisogno idrico giornaliero a persona può essere definito “adeguato” se tra i 50 e 100 litri; il Centro Europeo per i Diritti dei Rom, con sede a Bruxelles, è intervenuto ufficialmente, scrivendo al Comune di Giugliano per pretendere spiegazioni sulla mancata applicazione dell'ordinanza e richiedere misure urgenti per la riparazione delle condotte idriche. L'intervento dell'ERRC si rende ancora più urgente di fronte alle allarmanti indiscrezioni pervenute, secondo cui starebbe maturando, come unica "soluzione" a questa crisi, creata dalle istituzioni stesse, uno sgombero di massa e l'allontanamento dei bambini dalle loro famiglie.
L’attenzione del Viminale sulla situazione di Giugliano
La grave situazione si inserisce in un contesto che, nei giorni scorsi, ha richiamato anche l'attenzione del Governo nazionale. Il 9 ottobre, infatti, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha incontrato al Viminale una delegazione di rappresentanti dei Comuni dell'area nord di Napoli, guidata da Gennaro Sangiuliano, alla presenza del prefetto di Napoli Michele di Bari. Al termine dell'incontro è stata annunciata la predisposizione di un piano d'azione ministeriale per affrontare la situazione degli insediamenti rom di Giugliano in Campania. In questo quadro, Associazione 21 luglio ribadisce la necessità che qualsiasi intervento istituzionale tenga conto, in primo luogo, della tutela dei diritti fondamentali delle persone coinvolte, a partire dall'accesso all'acqua potabile.
L’associazione 21 luglio ritiene, altesì, necessario e urgente che l’Amministrazione di Giugliano in Campania provveda a garantire il diritto all’acqua nel “villaggio” ASI, attualmente negato dal permanere del guasto alla conduttura e dalla mancata fornitura idrica attraverso autobotti.
«Siamo di fronte a una chiara e inequivocabile violazione dei diritti fondamentali – commenta Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio – e per questo richiediamo l’immediato ripristino del servizio di autobotti e l’attivazione di azioni strutturali e risolutive sull’impianto idrico. Non è tollerabile che in uno spazio istituzionale, dove risiedono anche persone affette da patologie croniche, non venga garantito, come raccomanda il diritto internazionale e nazionale, l’accesso all’acqua. Auspichiamo che l'attenzione del Viminale sulla situazione di Giugliano si traduca anche in interventi concreti per garantire i diritti fondamentali delle famiglie coinvolte, a partire da quello all'acqua».